| VALERIO MASTANDREA - sito non ufficiale | ULTIMO AGGIORNAMENTO: 02-03-2008 | |
SPECIALE TUTTA LA VITA DAVANTI |
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![]() IL FILM
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![]() IL REGISTA: PAOLO VIRZI'
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![]() I VOLTI DI TUTTA LA VITA DAVANTI
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Dopo il successo di "N - io e Napoleone" Paolo Virzì torna dietro la macchina da presa per dirigere una nuova pellicola. Scritto insieme allo sceneggiatore Francesco Bruni - coautore di tutte le precedenti pellicole di Virzì - e prodotto dalla sua Motorino Amaranto, "Tutta la vita davanti" disegna un amaro ed esilarante affresco dell'Italia dei precari e delle incertezze. Sullo sfondo di una Roma di periferia, il film narra le vicende di una ragazza che, non trovando altri sbocchi, finisce a lavorare in un call center. Qui entra in contatto con la realtà del mondo di centraliniste e venditori invasati, fatto di danze motivazionali, jingle aziendali, premiazioni, applausi e penitenze. Il film è liberamente ispirato alla storia di Michela Murgia che ha raccontato la sua personale esperienza nel mondo dei call center prima dalle pagine di un blog e poi nel libro "Il mondo deve sapere". "Tutta la vita davanti" non è però un film di denuncia ma una commedia che racconta con agrodolce ironia uno spaccato di vita nei nostri tempi, un ritorno al presente dopo il tuffo nel passato di "N- io e Napoleone". SINOSSI: Le vicissitudini di una neolaureata nell'universo del lavoro precario. Un ritratto allegramente feroce, comico e amarissimo della società contemporanea narrata dallo sguardo curioso, divertito e sgomento di una giovane filosofa. |
"Tutta la vita davanti è il mio film più femminista." Spiega Virzì "Questo perché ha a che fare con la nascita di un nuovo modello di famiglia nell'epoca della precarietà. Il nucleo famigliare che raccontiamo è quello di una ragazza molto bella e coltissima e di una mezza puttanella un po' stupida con una figlia piccola a carico. Nella solitudine e nel dolore nasce un affetto femminile tra due ragazze che fanno parte di un gruppo di telefoniste che sembra uscito da un cast di un Reality Show. Un panorama da lontano un po' buffo e vagamente grottesco che più ti avvicini, più diventa struggente umano e toccante." "Per noi ha rappresentato un importante punto di partenza per l'osservazione della vita delle persone, della società, dei rapporti e delle aspettative. La precarietà che raccontiamo è anche di natura soprattutto esistenziale. Abbiamo cercato di raccontare questa storia in maniera non manichea. E non perché non ci piaccia il cinema militante, bensì perché volevamo avvicinarci al tema del lavoro in maniera curiosa, controversa, problematica e divertita". "È un film sul nostro tempo" racconta il regista "sui ragazzi alle prese con i primi lavori, bravi giovani laureati che si ritrovano in sottoccupazione. È un film dallo sguardo civile, ma non è pesante. Non credo nel film che dà ragione a se stesso, che si piange addosso. Lo sguardo del cinema dev'essere vigile ma senza pregiudizi" |
ISABELLA RAGONESEMarta - "Era come se Marta si sottopone a vari incontri, a vari round di pugilato con le diverse persone che incontra: incassa colpo su colpo e sembra che stia perdendo la partita, ma poi è lei a vincere quella finale". VALERIO MASTANDREAGiorgio Conforti - E' un sindacalista d'assalto, che crede in quello che fa. Sulla carta è un personaggio molto invadente ma non nel senzo negativo del termine, è solo un tipo molto euforico (...CONTINUA...) SABRINA FERILLIDaniela - "Il mio personaggio è la direttrice del call center: essendo la più grande apparentemente sembra la più forte ma si rivela un punto di riferimento del niente sul niente". ELIO GERMANOLucio 2 - "Il mio personaggio si chiama Lucio 2 ed è un tipo che sostanzialmente è già arrivato secondo dall'inizio, perchè quando è arrivato nel call center c'era già un Lucio e si è meritato questo soprannome". MICAELA RAMAZZOTTISonia - "Per me il lavoro era riuscire ad essere credibile come madre. Ma questo era coplicato dal fatto che si tratta di una madre piuttosto snaturata mentre sua figlia è molto più matura di lei".
MASSIMO GHINIClaudio Santarosa - "Il mio personaggio, Claudio, è alla guida di un call center che dirige in maniera simpatica e dispotica, contribuisce alla creazione di un sogno che però è assolutamente di plastica". "Valerio ed Elio sono due veri e propri fenomeni: Germano è il nostro Robert De Niro, mentre Mastandrea ha quella grazia ironica e quella dolce indolenza che poteva avere Mastroianni. Ho utilizzato Elio e la sua tecnica scientifica di calarsi all'interno dei personaggi allo scopo di dare vita ad un 'venditore invasato'. Valerio, invece, sembrava interpretare spontaneamente il sindacalista più sfigato di tutti: quello dei precari e quindi senza iscritti, con l'ufficio eternamente vuoto. Lui sembra portare con sé in maniera spontanea la nostalgia di un'altra Italia. (...) Con Valerio, poi, lavorare è divertente come un gioco. Ha una ferocia verso i propri personaggi che a volte bisogna perfino trattenere, perchè molto inclemente verso i ruoli che interpreta ed in definitiva verso se stesso: tende a sfotterli e a sfottersi, e questa è una qualità che hanno solo le persone molto inteligenti". Paolo Virzì |
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![]() SCHEDA TECNICA
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![]() LE FOTO
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REGIA: Paolo Virzì SOGGETTO: Paolo Virzì e Francesco Bruni SCENEGGIATURA: Paolo Virzì e Francesco Bruni PRODUZIONE: Motorino Amaranto FOTOGRAFIA: Nicola Pecorini MUSICHE: Franco Piersanti SCENOGRAFIA: Davide Bassan MONTAGGIO: Esmeralda Calabria COSTUMI: Francesca Sartori CAST: Valerio Mastandrea.....Giorgio Isabella Ragonese.....Marta Sabrina Ferilli.....Daniela Elio Germano.....Lucio 2 Massimo Ghini.....Claudio |
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![]() NOTE DI PRODUZIONE
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![]() LA CRITICA
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![]() RASSEGNA STAMPA
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Il film è interamente ambientato a Roma, fatta eccezione per due giorni di riprese nel centro di Palermo. Il film è girato in esterni ed interni reali ma anche in set appositamente costruiti come quello che riproduce il call center della Multiple, costruito all'interno della Fiera di Roma, il nuovo quartiere espositivo della capitale sorto tra la città e l'aeroporto di Fiumicino. Undici settimane di riprese tra luglio e settembre in una Roma quasi deserta per l'estate. Il film è stato girato in 3P Super 35mm (aspect ratio 2.25:1) con l'utilizzo di più macchine da presa contemporaneamente per affrontare le numerose scene di massa che hanno coinvolto complessivamente circa 3000 figuranti. La pellicola è stata realizzata con processo digitale (Digital Intermediate 4k) negli studi di Cinecittà Digital che con Proxima ha collaborato anche alla realizzazione degli effetti visivi. "Tutta la vita davanti", prodotto da Medusa film e Motorino Amaranto e distribuito in 350 copie, è stato riconosciuto come "Film di interesse culturale nazionale". Come già in altri film di Virzì, la narrazione è affidata ad una voce fuori campo. Questa volta a narrare le vicende della giovane Marta è Laura Morante. IL TITOLO: "Il titolo è riferito all'espressione che spesso i genitori dicono ai giovani: "Hai tutta la vita davanti, beato te.". Qui la frase è usata in modo un po' sarcastico, perché questi ragazzi hanno sì una vita che li attende, ma la pensione non l'avranno mai". Paolo Virzì |
"Un cast con tanti bei nomi del nostro cinema per una commedia corale dai forti toni grotteschi" L'Unità "Nello stile della nostra migliore commedia all'italiana, con alcuni tra i nostri migliori attori e la mano del migliore dei nostri registi di commedia" L'Avvenire "Un ritratto feroce, amaro e comico" Il Tempo "Nel cast brillano Valerio Mastandrea, Sabrina Ferilli ed Elio Germano". Il Mattino |
TgCom:"Applausi per i precari di Virzì" Il Cinematografo:"La vita indietro tutta" Il Tempo:"La mia apocalisse tra lavori precari e solidarietà femminile" Film Film:"Virzì: Il lavoro oggi in italia? Un'apocalittica allegria" Rai News 24:"Il nuovo Virzì: l'apocalisse allegra dell'Italia precaria" Agenzia Radicale:"Tutta la vita davanti: il nuovo film di Virzì ambientato in un call center" Adnkronos:"Virzì lo spirito del nostro tempo in "Tutta la vita davanti" Virgilio:"Precari nel Call Center, l'odissea tragicomica di Virzì" CastleRock:"Paolo Virzì e i giovani senza Tutta la vita davanti" Il Messaggero:"Virzì e l'apocalisse allegra dei call center" La Repubblica:"Call Center? un reality sadico" Press book: "Intervista a Valerio Mastandrea" Excite: "Dalla filosofia al call center nel nuovo film di Virzì" La Repubblica:"Vi racconto il paese dei precari per sempre" Roma One:"La Roma dei precari secondo Ferilli e Virzì" Il Tempo:"Tutta la vita davanti" Cinecorriere:"Sul set di tutta la vita davanti" La Gazzetta del Mezzogiorno:"Tutta la vita davanti il nuovo ciak di Virzì" L'Espresso:"Tutta la vita davanti" Il Messaggero:"Virzì, il mio call center e l'Italia del precariato" Libero:"Basta precari, Virzì graffia Prodi" Il Corriere della Sera:"Ferilli tra i precari del call center" Il Giornale:"Le ansie dei call center. Ferilli e Ghini tornano alla corte del rinato Virzì" My Movie: "Tutta la vita davanti, con un sorriso" 35mm: "Paolo Virzì racconta l'Italia" |
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