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SPECIALE CRESCERANNO I CARCIOFI A MIMONGO |
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![]() SINOSSI
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![]() IL REGISTA: FULVIO OTTAVIANI
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![]() LA CRITICA
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Sergio (Daniele Liotti) si è appena laureato in agraria con una tesi sullo sviluppo del carciofo nei terreni aridi e, come tutti i giovani d'oggi, si scontra con le mille difficoltà della ricerca di un lavoro. Imposta la sua affannosa ricerca sui consigli suggeriti da un prezioso manuale, la guida pratica di Ermanno Lopez (che non si vede per tutto il film, ma che ha la voce irresistibile di Piero Chiambretti). Attorno a lui si muovono mille personaggi, dai genitori ex sessantottini dal presente alquanto instabile (Simona Marchini e Piero Natoli) all'amico Enzo (Valerio Mastandrea) con cui divide la casa e che ci prova, e con fortuna, con tutte le ragazze. Ma in cima ai suoi pensieri c'è Rita (Francesca Shiavo), la ragazza con cui si è lasciato già da tempo e che ora sta per sposare Alex...
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Scherzando dice che ha fatto la sua prima commedia in bianco e nero perché è daltonico. In realtà Fulvio Ottaviano vira sul serio e motiva la scelta di “Cresceranno i carciofi a Mimongo”, più adatto al bianco e nero in quanto film giovanile
metropolitano: “e anche per ragioni produttive, un film dal costo vivo inferiore ai 900
milioni col bianco e nero ti permette di spendere meno sul set per trucchi vari e
costumi”. Non ha incassato i quasi 70 miliardi de “Il ciclone”, ma col suo casareccio passaparola, uscito solo nelle città capozona e non ancora in provincia, ha già superato un miliardo di incassi in 4 mesi. Attori giovanissimi, bravi e sconosciuti, per una storia scritta con Francesco Martinotti (“Abissinia”) che vuole far ridere parlando di sentimenti e disoccupazione. Trattasi di ricetta comica metropolitana? “Bisogna partire da qualcosa che riguarda il pubblico, per parlare di cose vicine. La scommessa è di raccontare con ironia, disincanto, ritmo, senza piangersi addosso e con un taglio d’ottimismo”. La nuova commedia deve essere buonista? “Non capisco perché bisogna essere cattivi a tutti i costi. Per anni la commedia italiana ha lavorato sulla cattiveria. Oggi c’è necessità di ricostruzione, non solo nel cinema, ma a tutti i livelli, sociale, di pensiero. In fondo il cinema europeo è stato rovinato dalla vergogna che abbiamo a raccontare i sentimenti. I sentimenti ci piace andarli a vedere quando sono gli altri a farli”. Che spazio c’è per una commedia italiana che no sia quella alla “Vanzina Bros.” o quella dei Verdone-Benigni? “Io non sono un attore, non intervengo dentro il film. Ma sono convinto che spazio c’è quando si raccontano storie vicine ai desideri, ai sogni. Io mi sono rivolto ai giovani, quelli che di solito vanno a vedere il cinema americano, che per anni hanno nutrito i botteghini e che oggi penso debbano avere anche il loro cinema italiano”. Mentre con Francesco Martinotti stanno lavorando alla sceneggiatura di “Branchie”, dal romanzo omonimo di Ammanniti, Ottavano già pensa alla sua prossima regia. Ancora una commedia indipendente? “Sì, la tendenza è continuare a produrre cinema indipendente nelle idee, poi accettiamo i soldi di tutti. La forza di ‘Cresceranno i carciofi a Mimongo’ stava nell’essere un’opera collettiva, come modulo produttivo. Con Laurentina Guidotti e Francesco Martinotti abbiamo fondato la ‘Iter film’, ci produciamo i lavori, e diamo la possibilità di esordire ad attori e tecnici. Non vogliamo andare sempre sul sicuro”. |
"Disinvolto e simpatico, capace di fare di povertà virtù, Cresceranno i carciofi a Mimongo ha l'astuzia di mettere assieme vecchio e nuovo in un assemblaggio accattivante: da una parte il gergo giovanilistico, gli Articolo 31, un po' di disinvoltura sessuale, dall'altra un personaggio positivo in cui identificarsi, quello del giovane che non vuole piegarsi alle bassezze morali della vita metropolitana. L'aria del tempo si percepisce nei rapporti fra i sessi, dove sono sempre i personaggi femminili a detenere il potere decisionale sui sentimenti e le cose da fare. Senza contare il potere attrattivo di un argomento di sconsolante attualità come la disoccupazione giovanile." (La Repubblica) "Con un occhio al primo Moretti e un altro all'americano "Clerks","cresceranno i carciofi a Mimongo" è a tratti ironico, divertente, disinvolto. Un'opera ottimista e ruffiana quanto basta per far arrivare a un pubblico "tifoso" il segnale che si tratta di un film "diverso": il bianco e nero che fa tanto indipendente, il rap di Jovanotti e degli Articolo 31 a sottolineare il disagio di una generazione, la voce-guida fuori campo di Piero Chiambretti, emblema di una televisione alternativa, un po' di gergo giovanilistico e di spregiudicatezza sessuale, stereotipati ex sessantottini (Piero Natoli e Simona Marchini) che rinnegano in parte quella stagione." (Il Mattino) "...Strappa risate anche allo spettatore più coriaceo."(Corriere della Sera) "Una commedia ilare e scanzonata... divertentissimo." (La Repubblica) "Risulta immediatamente simpatico...un piccolo cult-movie giovanile da consumarsi in compagnia." (L'Unità) "...Ironico, divertente, disinvolto..." (Il mattino) "Mastandrea brilla di luce propria." (Il Morandini) ""Film rivelazione della stagione cinematografica italiana e romana in particolare, Cresceranno i Carciofi a Mimongo è soprattutto un esempio evidente di come si possa costruire un piccolo successo commerciale senza doversi per questo affidare ad effetti mirabolanti o cast internazionali. Fulvio Ottaviano è riuscito a confezionare un prodotto gradevolissimo ricco di idee e trovate brillanti in un panorama italiano troppo spesso desolante, ma sarebbe probabilmente rimasto un piccolo film senza alcuna speranza di una valida distribuzione. Ed invece, una volta tanto, sono state giocate tutte le carte immaginabili, non ultima la musica, con una colonna sonora rigorosamente italiana che spazia da Jovanotti a Latte e i suoi derivati passando per Dham e Articolo 31. Dichiaratamente ispirato a certo cinema indipendente americano tipo Clerks, di cui ci viene anche mostrata la locandina, Cresceranno i Carciofi a Mimongo basa comunque la sua forza su una buona sceneggiatura e su ottimi dialoghi. Molto bravi sono Daniele Liotti, già visto in Bidoni di Felice Farina, e Valerio Mastandrea". |
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![]() SCHEDA TECNICA
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![]() LE FOTO
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REGIA: Fulvio Ottaviano SOGGETTO: Fulvio Ottaviano e Francesco Ranieri Martinotti SCENEGGIATURA: Fulvio Ottaviano e Francesco Ranieri Martinotti PRODUZIONE: Laurentina Guidotti e Francesco Ranieri Martinotti FOTOGRAFIA: Marco Cristiani MUSICHE: Gian Andrea Tabacchi SCENOGRAFIA: Francesco Ranieri Martinotti MONTAGGIO: Alessandro Corradi e Fulvio Ottaviani COSTUMI: Cristina Francioni CAST: Valerio Mastandrea.....Enzo Daniele Liotti.....Sergio Francesca Schiavo.....Rita Rocco Papaleo.....Torelli Piero Natoli.....Padre di Sergio Simona Marchini.....Madre di Sergio |
![]() ![]() PROSSIMAMENTE |
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