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SPECIALE GOOD MORNING AMAN
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  SCHEDA TECNICA
  SINOSSI: DAL PRESSBOOK
  NOTE DI PRODUZIONE: DAL PRESSBOOK
Regia: CLAUDIO NOCE
Soggetto: DIEGO RIBON, ELISA AMORUSO, CLAUDIO NOCE
Sceneggiatura: DIEGO RIBON, HEIDRUN SCHLEEF, CLAUDIO NOCE con la collaborazione di ELISA AMORUSO
Collaborazione artistica: FRANCESCA COTICONI
Fotografia: MICHELE D’ATTANASIO
Montaggio: ANDREA MAGUOLO
Collaborazione al montaggio: PAOLA FREDDI
Sound designer: MIRKO PERRI
Suono in presa diretta: BRUNO PUPPARO
Musiche: VALERIO VIGLIAR
Scenografia: PAKI MEDURI
Costumi: VERONICA FRAGOLA
Prodotto da: DODO FIORI per DNA CINEMATOGRAFICA srl, in collaborazione con RAI CINEMA
Produttori esecutivi: LINDA VIANELLO, ANGELO RUSSO RUSSELLI
Produttore associato: VALERIO MASTANDREA per RELIEF s.r.l
Aman, italiano di origine Somala, ha quasi 20 anni. Bello, intelligente, astuto e che domina ogni sfumatura della lingua italiana, è arrivato a Roma all’età di 4 anni, scappando da Mogadiscio e dalla guerra.
Teodoro è romano, un ex pugile di quaranta anni intrappolato nelle sue colpe e nel suo passato da espiare. I suoi occhi ci ricordano sempre la sua disperazione e la sua solitudine.
Da tempo Aman e il suo amico Said hanno scoperto un luogo dove far sprofondare sogni, speranze e illusioni. Sui terrazzi dell’Esquilino, dall’alto dei tetti, si sentono più simili al fiume di gente che si muove freneticamente lungo la strada sotto di loro. E’ lì che Said decide di scomparire, è lì che Aman si trova da solo ad abbracciare l’aria.
Said parla di progetti, di grandi occasioni: lavorare in un ristorante in Inghilterra… Scorrono schegge di vita, sorvoliamo la città. Aman incontra Sara e se ne innamora. Lei è il suo sogno irrealizzabile che appare e scompare nella sua vita. Anche lei è smarrita e in cerca della sua identità. Di sfondo una Roma inedita, fatta di disperazione, orgoglio e speranze, desolazione e vagabondaggi. Said è partito e Aman ora si sente veramente solo. E’ allora che su uno dei terrazzi, in una notte senza attese, appare Teodoro. Aman non dorme mai, non ci riesce. Non vuole farlo, terrorizzato da incubi e ricordi carichi di sangue e malattie. Anche Teodoro non riesce a dormire, fugge dai suoi incubi e dai suoi eccessi. Il dilemma dell’identità li lega fin dall’inizio, la voglia di sentirsi parte di qualcosa li unisce.
Sono due universi distanti che vivono vicini, Aman diventa indispensabile per Teodoro nella ricerca della sua moralità e Teodoro insegna ad Aman che la solitudine può essere un trampolino per conoscere la vita. Aman accompagna Teodoro nel suo passato, nascosto in una bottiglia svuotata da dieci anni, attraverso errori e rimpianti e ne diventa l’angelo custode. Entrambi, pur con esiti opposti, troveranno la forza di liberarsi dalle catene che gli hanno costruito intorno.
La struttura drammaturgica di Good Morning Aman viaggia su due registri diversi, ho voluto alternare momenti di estremo e solido realismo a momenti in cui lo spettatore è portato in un universo surreale, svelato dal continuo flusso mentale di Aman. L’approccio visivo, e il linguaggio del film tiene conto di questa cifra stilistica. I movimenti di macchina, l’uso delle ottiche e l’approccio fotografico sono diversi in base ai momenti dell’arco narrativo.

La macchina da presa è al servizio degli attori e l’uso di ottiche molto strette mi ha permesso di rimanere il più possibile addosso ai personaggi, senza tralasciare comunque alcuni momenti di sospensione all’interno dei quali poter riflettere su di loro. Ho usato invece uno stile "celebrativo", fatto di movimenti di macchina lenti, geometrici, per raccontare la solitudine e il dolore. Per entrare nella casa di Teodoro ho usato, invece, ottiche più larghe, descrittive che mi hanno permesso di raccontare l’ambiente dove Teodoro è chiuso da anni, cercando di soffocare la sua sofferenza.

Ho voluto raccontare una storia dai toni metafisici, ma rigorosamente legati alla realtà, una continua scoperta della vita. Good Morning Aman è un vero romanzo di formazione in cui si mettono a confronto due umanità smarrite e alla ricerca della propria identità; uno sguardo sull’irreversibile processo multiculturale che sta cambiando la nostra società.

Aman è un guerriero, che impugna una lancia affilata per trafigge l’indifferenza. Si arma per scrollarsi di dosso le sue paure, le sue delusioni, le sue speranze. Il suo è un grido di aiuto che fa ad ogni singolo spettatore… e per questo ogni singolo spettatore amerà Aman!
Claudio Noce
 
  CURIOSITA'
Il film è riconosciuto di interesse Culturale Nazionale dalla Direzione Generale per il Cinema presso il Ministero per i Beni e le attività Culturali

Il film è stato presentato in Anteprima a "La Settimana Internazionale della Critica", nell'ambito della sessantaseiesima Mostra del Cinema di Venezia. (SPECIALE VENEZIA 66)


 
  LA CRITICA
  RASSEGNA STAMPA
  LE FOTO
Direttamente dalla mostra di Venezia arriva in sala "Good morning Aman", una difficile storia sull'integrazione e sulla ricerca del proprio spazio nella vita.
Aman è un giovane ragazzo somalo che vive una vita che sente vuota e senza speranza tra le strade di una Roma caotica e trafficata. Aman non ha un futuro, vive in un presente piatto e senza sbocchi. Una delle frasi che sintetizza di più il pensonaggio è quella da lui stesso pronunciata in una delle prime sequenze della pellicola: "Il problema non è realizzare i desideri, è avercene di desideri".
Ma mentre Aman lotta per trovare il suo spazio nella società c'è chi, come Teodoro, quello spazio lo rifiuta. Ex pugine dal passato oscuro che da tre anni vive rifuggiato nel suo appartamento, intrappolato dalle sue colpe e dai rimorsi. Le vite di Teodoro e Aman si incrociano sui tetti di un palazzo dell'Esquilino, sul quale Aman si era rifuggiato per osservare dall'alto quel fiume di persone che affolla Roma di notte. Un incontro, quello con Teodoro, che sconvolgerà la vita di Aman costringendolo a confrontarsi con le solitudini e i problemi di un altro e - forse - a reagire.

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