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SPECIALE GIULIA NON ESCE LA SERA
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  SINOSSI
  SCHEDA TECNICA
  IL FILM
Guido è uno scrittore di successo, con il suo ultimo libro è entrato nella cinquina dei finalisti di un prestigioso premio letterario. Mentre è alle prese con gli impegni che la candidatura del suo romanzo comporta, inizia a frequentare una piscina e decide di imparare a nuotare, realizzando così un desiderio che coltivava da tempo. Lì incontra Giulia, una donna molto affascinante, soprattutto quando è nel suo elemento: l’acqua. Tra Guido e Giulia nasce una relazione che da subito però rivela delle zone d’ombra. Perché Giulia nasconde un segreto, e un passato misterioso.
REGIA: Giuseppe Piccioni
SOGGETTO: Federica Pontremoli e Giuseppe Piccioni
SCENEGGIATURA: Federica Pontremoli e Giuseppe Piccioni
PRODUZIONE: Lumiere & co
FOTOGRAFIA: Luca Bigazzi
MUSICHE: Francesco Bianconi
SCENOGRAFIA: Giada Calabria
MONTAGGIO: Esmeralda Calabria
COSTUMI: Maria Rita Barbera
CAST: Valerio Mastandrea.....Guido Montani
Valeria Golino.....Giulia
Sonia Bergamasco.....Benedetta Montani
Piera degli Esposti
Domiziana Cardinali.....Costanza Montani
Paolo Sassanelli.....marito di Giulia
"Giulia non esce la sera" è il titolo del nuovo film di Giuseppe Piccioni con protagonisti Valerio Mastandrea e Valeria Golino. Presentato a dicembre del 2008 in anteprima a Sorrento, nell'ambito della manifestazione organizzata da Anec, Anem e Anica, per presentare agli operatori del settore i film in uscita nei prossimi mesi, il film ha avuto un ottimo riscontro tra i partecipanti alla proiezione. In occasione del Festival il regista ha chiesto ai presenti di votare per il titolo definitivo: "Giulia non esce la sera" ha riscosso maggior successo rispetto a "Il premio", titolo preferito dalla produzione 01 ed utilizzato in fase di lavorzione.

Il film, le cui riprese sono iniziate il 7 luglio del 2008, è "La storia" racconta Piccioni "di uno scrittore Guido (Valerio Mastandrea), entrato nella cinquina per vincere un prestigioso premio letterario, che incontra una istruttrice di nuoto, Giulia (Valeria Golino) misteriosa ed ambigua. Da questo rapporto strano, Giulia che non esce mai di sera e non sveliamo il motivo,  e Guido, diventeranno sempre più intimi e si aggrapperanno uno all’altro per non affondare nella vita. Giulia diventa anche il possibile soggetto del prossimo romanzo di Guido, è una fonte di ispirazione, una fonte esistenziale”.
"Giulia è un personaggio senza volontà" spiega la protagonista Valeria Golino "Cambierà la vita a Guido ma senza volerlo. E’ una che vive ai margini della vita. Ha una colpa, porta con sé un grande dolore e questo la ostacola. All’inizio è un po’ cupa ma poi con l’arrivo di Guido si apre un po’ di più alla vita".
Scritto da Piccioni e Federica Pontremoli, il film è prodotto da Lionello Cerri per Lumière e Rai Cinema.


  RASSEGNA STAMPA
  LE FOTO
Primissima: "Un tuffo in piscina per imparare a vivere"
Movieplayer: "Giuseppe Piccioni risorge in piscina"
Repubblica: "Valerio-Valeria, l'amore impossibile tra uno scrittore e una detenuta"
Sky Life: "Valeria Golino non esce la sera"
Il Secolo XIX: "Lo scrittore e la paura di scegliere"
Quotidiano Net: "Golino e Mastandrea: due solitudini nel film di Piccioni"
Leggo: "Valeria e Valerio, amore e guerra"
Il Riformista: "Mastandrea interpreta il nuovo conformismo"
Il Manifesto: "Due personaggi a bordo della vita e di una piscina"
Il Giornale: "Valeria Golino non esce la sera perchè torna in carcere"
Il Messaggero: "Amore e libertà vigilata"
Il Mattino: "Io, un'assassina perchè amo i ruoli estremi"
Cinecittà News: "Un amore in libertà vigilata"
Close Up: "Giulia non esce la sera, conferenza stampa"
 






  NOTE DI PRODUZIONE: GIUSEPPE PICCIONI
  NOTE DI PRODUZIONE: GIUSEPPE PICCIONI
  NOTE DI PRODUZIONE: GIUSEPPE PICCIONI
LO SCRITTORE:
"La principale difficoltà" spiega il regista Giuseppe Piccioni "era quella di raccontare una storia al centro della quale ci fosse la figura di uno scrittore. In fase di scrittura e di preparazione del film mi sono documentato riguardo all’ambiente del mondo letterario: ne ero incuriosito, ma sapevo fin dall’inizio di non voler riproporre una trasposizione cinematografica fedele; non mi interessava 'riuscire' in una sua ricostruzione sociologica corretta. Il mondo dell’editoria è un ambiente che non conosco direttamente, immaginavo che potesse avere delle analogie con l’ambiente cinematografico, ma non volevo accomunarli magari banalizzandone le differenze. Ho scelto allora di mantenere questa mia estraneità, raccontando questo contesto liberamente, dal punto di vista di chi non vi appartiene. Questa mi è sembrata la scelta giusta e funzionale narrativamente, perché capace di suggerire l’estraneità di Guido, il suo smarrimento nei confronti di 'un mondo in cui capita e che vive a suo modo'.
Con Federica Pontremoli, già in fase di sceneggiatura, abbiamo cercato di schivare le insidie legate alla scelta di un personaggio come quello di Guido. Non mi interessava tracciare il suo profilo, seguendo la strada di una caratterizzazione fatta di stereotipi (l’intellettuale con il suo tipico bagaglio di tic e manie): Guido è, al contrario, un personaggio sfuggente, medio in tutte le sue manifestazioni, senza apparenti problemi che lo assillino e lo definiscano; medio nelle ambizioni, innocuo nella sua scrittura, o nei suoi tentativi, anche se in essa traspare un desiderio di vivere, di manifestarsi, di essere catturato da qualche tipo di malia (la danza degli ombrelli, lo spettacolo di lap dance) in modo da fuggire la sua inclinazione alla malinconia.
Negli inevitabili momenti in cui si descrive l’attività di Guido, lo vediamo chino sul computer in uno studio nel suo appartamento, separato da una porta di vetro, che lo distanzia dalla scena della vita familiare.
VALERIO MASTANDREA:
"Per Valerio Mastandrea non era facilissimo affrontare un personaggio del genere" racconta il regista Piccioni "un personaggio senza appigli o caratterizzazioni eccessive, senza uno stretto legame di causa ed effetto tra carattere e azione, dove nessuno dei due elementi finisce per definirlo o consolidare un’idea che possa renderlo afferrabile, lineare: credo che Valerio sia riuscito a tratteggiare un carattere abbastanza inedito, originale.

LA LOCATION:
Per questa storia avevo bisogno di un'ambientazione metropolitana. Le location esterne sono state girate prevalentemente a Roma e il mio sforzo maggiore è stato quello di rendere la città non troppo riconoscibile. Per i raccontini sui personaggi di fantasia inventati da Guido e su altre situazioni non immediatamente riconducibili a una realtà romana e laziale, mi è sembrato che certi scorci di città e certi paesaggi e luoghi della Toscana fossero lo sfondo ideale di alcune scene.
Per quanto riguarda gli interni volevo che i miei personaggi si muovessero in ambienti apparentemente quotidiani e ordinari, ma capaci contemporaneamente di rivelare atmosfere inattese e stra-ordinarie.
GUIDO E GIULIA:
Il regista Piccioni descrive così i suoi personaggi: "Guido vorrebbe non essere ambizioso ma lo è; pubblicamente dichiara di non pensare al successo ma accetta, lamentandosene, di fare tutto quello che gli viene proposto come necessario, dichiara di non credere ai premi ma non al punto di disinteressarsi di ciò che si sta muovendo intorno a lui; si lamenta del suo editore e lo asseconda. Tutto questo senza sottolineature o didascalie; la sua ambiguità non lo rende un personaggio facilmente emblematico, né facilmente giudicabile nel bene e nel male. Guido semplicemente non sceglie, così come probabilmente non ha scelto la vita che conduce, la casa in cui abita, forse nemmeno l’idea di fare quel mestiere: la sua tragedia è quasi invisibile, silenziosa.
Non usa l’incontro con Giulia per trovare una soluzione alla sua crisi creativa, si lascia coinvolgere fino anche a perdere di vista tutto questo: lascia che le cose vadano in una certa direzione, senza intervenire. Questa sua incapacità viene sottolineata nella scena dove insieme al giovane Filippo si mette ad analizzare il testo di una vecchia canzone di Richard Anthony (J’entends siffler le train). Quando cerca di cambiare le cose non lo vediamo agire (veniamo a sapere che ha scritto una lettera alla figlia di Giulia per favorire il loro incontro), interviene attraverso la scrittura ma rimane a guardare la scena incorniciata nella vetrina di un bar come un semplice spettatore degli eventi. Giulia al contrario è definita dal suo passato, dalla sua tragedia personale".

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