VALERIO MASTANDREA - sito non ufficiale www.valeriomastandrea.com  
ARTICOLI 2010
QUICK MENU':
MAIN MENU':
  INTRO
  CINEMA
  CORTI
  TEATRO
  MUSICA
  LETTURE
  SPOT
  DVD
  PREMI
  VIDEO
  LINK
  CREDITI

   TGCOM   

14.01.2010

A Livorno tra lacrime e ironia

Esce venerdì nei cinema "La prima cosa bella", il nuovo film di Paolo Virzì con Stefania Sandrelli, Micaela Ramazzotti, Valerio Mastandrea e Claudia Pandolfi. Una storia corale ambientata tra oggi e gli anni 70 nella Livorno del regista. "Questo però non è un film autobiografico - avverte il regista - è un continuo mescolarsi di elementi di vita con quelli del racconto".
Quando si parla di crisi della commedia all'italiana e di sua estinzione si dovrebbe soltanto guardare un film di Virzì per capire che c'è chi la fa ancora, e bene. Per Mastandrea è la terza esperienza con il regista toscano, dopo "N" e "Tutta la vita davanti". Ma questa volta è stato diverso. "Vedere Paolo girare a Livorno è un'altra cosa - spiega - la gente lo ferma, gli chiede delle cose. E' veramente nel suo habitat". Claudia Pandolfi invece ritrova Virzì a dodici anni di distanza da "Ovosodo", il film che le aveva regalato la popolarità. "Ci tenevo molto a fare questo film. La prima volta ero giovane, stupida e incosciente. Oggi sono meno giovane, meno stupida e molto cosciente di quello che faccio. E quindi ho vissuto questa esperienza con tutt'altra consapevolezza". 

Il regista nega che "La prima cosa bella" sia un film autobiografico. "Il tempo del diario è quello dei 16 anni - spiega - poi si cresce e ci si mette a raccontare storie che non sono per forza le nostre. Però è evidente che ho pescato nel vissuto e sono ritornato nella mia Livorno per girarlo, ma solo per lo strano desiderio di ritrovare una patria che non avverto più". 

A detta di tutti Stefania Sandrelli ha tratteggiato uno dei personaggi più belli della sua carriera, che idealmente la ricollega alla Adriana di "Io la conoscevo bene". E proprio pensando a quel personaggio Virzì ha costruito la storia, rivelando che senza la Sandrelli "forse non ci sarebbe stato nemmeno il film". "Stefania ha un istinto artistico bestiale, bisogna starle dietro continuamente per non rischiare di perdere qualche sua intuizione - rivela il regista -. Alcune della scene o delle battute più belle del film non erano state scritte ma sono nate da sue improvvisazioni".

ARTICOLI 2010