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07.09.2009

Mastandrea: "l'integrazione è necessaria"

Si chiama Teodoro e, secondo Valerio Mastandrea che lo interpreta, «è uno che ha vissuto la sua vita in maniera violenta, distruttiva, ha scansato l´amore, si porta la tragedia addosso. Incontra Aman, un ragazzo somalo, neanche vent´anni, cresciuto a Roma, bello, intelligente, la sua famiglia è scappata da Mogadiscio e dalla guerra, anche lui ha la sua tragedia addosso. Diventa l´incontro di due solitudini e due speranze, ma uno è troppo sfinito per farcela. L´altro, Aman, ce la farà andando via». Teodoro e Aman (l´esordiente Said Sabrie), sono i protagonisti di Good morning Aman di Claudio Noce, al primo film dopo una lunga esperienza di videoclip, documentari, cortometraggi. Nel cast c´è Anita Caprioli. Per Mastandrea è un film importante, tanto che ne è produttore associato, «perché affronta in maniera poco retorica e poco piagnona il tema dell´integrazione sociale di chi arriva in Italia e di chi ci vive, è un confronto tra due emarginazioni. Il messaggio è forte e necessario, dobbiamo confrontarci con quelli che vengono qui da paesi che li respingono. Chissà, la decisione amara di Aman di lasciare Roma perché in Italia non c´è speranza, farà piacere alla Lega. Uno di meno», scherza l´attore. Good morning Aman, nelle sale dal 30 ottobre, ha il merito di raccontare con pudore e senza compiacimenti un ambiente poco conosciuto come la Little Somalia di via Milazzo a Roma, di personaggi non convenzionali come Teodoro che irride al politically correct con battute come "Non s´è mai visto un negro che vende macchine" o "Da voi la benzina non costa un cazzo".

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