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06.09.2009

Integrazione e identità in 'Good morning Aman', l'esordio di Noce con Mastandrea è da ovazione

Alla Settimana della Critica il regista romano porta al Lido un drammatico Valerio Mastandrea: "Il film è un romanzo di formazione in cui si mettono a confronto due umanità smarrite e alla ricerca della propria identità, scavando nel rapporto di amicizia e solitudine tra due italiani: uno bianco e l'altro nero" commenta.
Integrazione ed identità sono al centro di "Good Morning, Aman", il convincente esordio nel lungometraggio del regista Claudio Noce, presentato oggi alla Mostra del Cinema di Venezia nell'ambito della Settimana della Critica.
Il cineasta trentaquattrenne romano, già autore di documentari e cortometraggi di successo, tra cui il film "Gas" del 2003 con Elio Germano e il film "Aria" del 2005 (vincitore del David di Donatello e del Nastro d'Argento come miglior corto dell'anno), dirige nella sua opera prima Valerio Mastandrea, Said Sabrie e Anita Caprioli e firma la sceneggiatura del film insieme a Heidrun Schleef, Elisa Amoruso e Diego Ribon.
La storia è quella dell'incontro sui tetti del quartiere romano dell'Esquilino tra Aman, diciottenne italiano di origine somala (interpretato dall'attore Said Sabrie), e Teodoro, un ex pugile di 40 anni con un doloroso passato interpretato da Mastandrea. I due sono accomunati dalla solutidine e da un'agosciosa insonnia che li porta a passare la notte sui tetti del palazzo. E se Aman aiuta Teodoro a trovare il coraggio di uscire dopo anni dal palazzo dove abita, Teodoro sprona il giovane a prendere in mano con più decisione la sua esistenza. Durante i suoi giri per una Roma ostile e disperata, Aman incontra Sara (una prostituta interpretata da Anita Caprioli) e se ne innamora. Ma rappresenta per Aman un sogno irrealizzabile.
L'idea del film, che uscirà nei cinema ad ottobre distribuito dal Luce, "e' nata 3 anni fa - spiega il regista - quando mi fu commissionato un documentario sul mondo del lavoro per il centenario della Cgil. Avevo individuato una lavanderia a gettone romana gestita da un immigrato del Bangladesh e qui ho incontrato il vero Aman, un giovane somalo che mi ha chiesto di essere intervistato. In quelle riflessioni sul lavoro e sulla mancanza di lavoro, accanto ai profili degli altri immigrati, la testimonianza del somalo sul suo arrivo a Roma da Mogadiscio all'età di 4 anni, la sua crescita a Tor Bella Monaca, la sua vita da cittadino italiano, ha ispirato la storia del film", spiega Noce.
''Il film è un romanzo di formazione - aggiunge - in cui si mettono a confronto due umanitaà smarrite e alla ricerca della propria identità scavando nel rapporto di amicizia e solitudine tra due italiani: uno bianco e l'altro nero. Teodoro incarna una romanità un po' becera, sbiadita, forse un po' di destra, e l'incontro casuale, con questo ragazzo somalo di diciotto anni su una terrazza condominiale dell'Esquilino li mette profondamente in contatto tra loro e con se stessi. Entrambi, pur con esiti opposti, troveranno la forza di liberarsi dalle catene", sottolinea il regista.
"Good Morning, Aman" e' un film indipendente a basso budget, che si è potuto realizzare solo grazie al decisivo contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e al diritto d'antenna acquisito da RaiCinema. Il film deve molto anche all'attore Valerio Mastandrea che si è innamorato del progetto e ha deciso di diventarne produttore associato. "Già conoscevo e stimavo Claudio - racconta l'attore - ma a convincermi definitivamente è stata la sceneggiatura. La storia mi è piaciuta molto, l'ho trovata emozionante. Spesso ho detto scherzando di non voler fare più opere prime perchè sono troppo faticose ma la verità è che ogni volta vengo contagiato dall'entusiasmo e dalle potenzialità di giovani autori".

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