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05.2009

Famiglia sotto spirito

Per gli aficionados del grande schermo, Stefano Nardini è stato uno dei personaggi migliori visti  in sala nel 2008. Chi è Nardini? Musicista punk, fallito e malinconico protagonista di “Non pensarci” di Gianni Zanasi, interpretato da un bravissimo Mastandrea Ciak d’Oro lo scorso anno come miglior attore. Dopo l’ennesima delusione - insuccesso a un concerto e corna della fidanzata - il rocker cerca rifugio in famiglia, a Rimini, dove il padre (Teco Celio) ha costruito un piccolo impero di ciliegie sotto spirito, il fratello maggiore Alberto (magnifico Giuseppe Battiston) sta facendo fallire l’azienda paterna, la sorella Michela (Anita Caprioli) lavora in un delfinario e la madre (Gisella Burinato) fugge dalla realtà attraverso meditazione yoga e fede new age.
Stefano, la sua maglietta “flash” con la faccia di Zorro, e la famiglia disfunzionale Nardini al completo tornano ora in una serie tv - su Sky Fox dal 18 maggio - codiretta dal regista del film, Zanasi, insieme a Lucio Pellegrini. Il cast è pressoché invariato, a parte qualche comprimario (Anna Ferzetti sostituisce Paola Bechis nei panni della moglie di Alberto), e l’aggiunta della guest star Luciana Littizzetto.
Il racconto riparte da zero, ripercorrendo anche, in lunghi flashback, l’infanzia e l’adolescenza, gli happy days del parentato Nardini, tra commedia all’italiana, con più dolcezza e meno ferocia - splendori,  miserie e ritmo rock ‘n roll. In chiave più comica rispetto al film. Le riprese si sono svolte tra Roma, Vignola - nella vera azienda sottospirito Toschi - e  il delfinario del Parco Oltremare di Riccione. E sul set del delfinario abbiamo incontrato i protagonisti.
Battiston ci racconta “Uno dei piaceri del film di Gianni, per noi attori, era stata la possibilità di improvvisare. E la stessa libertà, nonostante i ritmi serrati della tv, ci è stata concessa anche nella serie: facciamo davvero ‘nostri’ i personaggi”. Mastandrea aggiunge “Sul set c’era qualcosa di libero e punk. L’essere punk di solito è associato a eccessi di vita, alla cresta, roba vistosa; invece per me è più uno stato mentale, di sguardo sul mondo, di lotta. A parlare così sembro Celentano che divide ciò che è rock da ciò che è lento, vabbè”. I due giocano, scherzano e bisticciano come due fratelli veri. Mastandrea lancia pezzetti di plastica a Battiston che gli dà dell’”ignorante e sciocco”. Mastandrea smette, ma dopo un minuto ricomincia. Poi dice “Ciccio, questa è la tua credibilità…sfocata”. Mostra una foto scattata con il telefonino, attraverso un bicchiere da spumante: l’immagine di Battiston tutta distorta. “E questo sei tu tra due anni” rimbalza l’altro, sfoderando l’immagine di un fumetto dalla testa pelata e a forma di cono. Sembra una scena di “Non pensarci”.
Ogni tanto passa un delfino che pare fissarci dalla vasca. Mastandrea dice “Hai visto, Ciccio? Con le pinne ti ha appena fatto così”, e mima un gestaccio da curva Sud. Anita Caprioli porta un tocco di grazia e interviene “I tre fratelli di ‘Non pensarci’ litigano sempre, come bambini. Sembra si odino, ma in realtà hanno un rapporto quasi d’amore”. A proposito di bambini vedremo i tre Nardini  anche in versione infantile: Stefano da cucciolo, prima della deriva punk, suona Liszt al piano, un po’ come Schroeder dei Peanuts è alle prese con Beethoven.

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