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   IL SECOLO XIX   

25.02.2009

Lo scrittore e la paura di scegliere

Giulia è bella. Giulia insegna nuoto a grandi e bambini. Giulia affascina ed è affascinata da Guido, scrittore candidato ad un premio importante ma in piena crisi creativa. Giulia ha un segreto devastante che limita la sua libertà. Perciò “Giulia non esce la sera”: Giuseppe Piccioni dedica tutto un film a spiegarne il perché. Il regista dei 5 David per “Fuori dal mondo”, della Coppa Volpi a “Luce dei miei occhi”, a cinque anni di distanza da “La vita che vorrei”, torna a girare una delle sue storie che sembrano semplici e leggere, ma poi ti colpiscono al cuore e ti costringono a pensare.
«Un film deve avere sempre un enigma al suo interno. Anche e soprattutto un film popolare. Altrimenti a che serve?», è la sua filosofia, che applica anche in questa storia scritta insieme a Federica Pontremoli e affidata a Valerio Mastandrea e Valeria Golino.La colonna sonora è firmata dai Baustelle, con i quali Valeria Golino canta la canzone dei titoli di coda “Piangi Roma”.
«Il film è nato in un momento in cui non sapevo che direzione prendere» racconta il regista «come il protagonista me ne sono andato in piscina, dove, non potendo chiacchierare con nessuno, ti scolleghi dalla realtà per un po’. Da lì è venuto lo spunto e la storia si è coagulata intorno a uno scrittore, personaggio assai scomodo da trattare al cinema».
«Guido-Valerio» dice Piccioni «è ambizioso ma fa finta di no, odia cose che però accetta, si innamora di una donna ma non sa trattenerla, non ha presa sulla realtà. Al contrario di Giulia che invece prende la vita di petto. È un intellettuale che non si espone mai, non sceglie, uno dei tanti opinionisti che non cambiano nulla, in altro contesto sarebbe un manager che manda in rovina l’economia». Incalza Mastandrea: «È l’elettore di certi politici, uno che non osa mai, non si mette in gioco. Mi chiedo continuamente a che serve un uomo così. Ne conosco tanti e ne sono stufo. Non vanno più bene, bisogna tornare a prendersi le proprie responsabilità, altrimenti niente cambierà mai. Sono stufo di certi elettori». Precisa Piccioni: «È una figura molto vicina a tutti noi, ma non un modello cui aderire».
“Giulia non esce la sera”, su 180 schermi da venerdì, è dunque anche un film politico. Inevitabile, quando si ha a che fare con Piccioni, promotore lo scorso anno del movimento Centoautori, comproprietario e anima di una libreria del cinema a Roma che è stata laboratorio di idee e punto di riferimento per gli intellettuali che si mettono in gioco: «Io credo, come Godard, che anche un film d’amore possa essere un film politico. Quanto all’impegno, be’, ci ho provato, ma non è che abbia trovato una grande solidarietà».

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