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14.11.2008

"Siamo alla frutta". L'appello di Lavia ai Premi De Sica 2008

Gabriele Lavia "promosso" oratore sul campo dal presidente Giorgio Napolitano. L'attore, rompendo il cerimoniale, ha perorato la causa dello spettacolo con un autentico colpo di teatro: "Signor presidente, lei che ha il potere, ci dia i soldi! Qui siamo alla frutta". E il presidente, alzandosi per abbracciarlo, qualche minuto dopo: "Caro Lavia, non ho i cordoni della borsa, ma dico che non bisogna perdere di vista esigenze prioritarie anche nell'attuale situazione di crisi della finanza pubblica italiana e di crisi finanziaria mondiale. Bisogna confrontarsi con le conseguenze che ogni scelta restrittiva può avere. Questa difficoltà può essere l'occasione per un riesame rigoroso e una seria riforma del settore".
Al Quirinale, nel Salone degli Arazzi, è la Giornata dello Spettacolo. Cinema e teatro insieme per i Premi De Sica e i Premi Eti che raccolgono personalità come Bruno Bozzetto e Alessandro Baricco, Massimo Ranieri e Tullio Kezich, Roberto Herlitzka e Anna Proclemer. Tutti guardano al ministro Sandro Bondi, che parla della "grave crisi finanziaria internazionale che impone sacrifici, ma anche nuove regole più moderne per lo spettacolo dal vivo e le strutture che si occupano dell'industria del cinema, per approdare a una legge di sistema che sarà definita in Parlamento, spero con il concorso della maggioranza e dell'opposizione". Più regole e più risorse, chiede il ministro. E ribadisce che la cultura non è una spesa, è un investimento. Poi, a margine dei discorsi ufficiali confessa: "L'appello di Lavia mi ha commosso, voglio considerarmi la voce della cultura".
Ma i dati parlano da soli: il Fus 2009 potrebbe scendere al minimo storico di 380 mln €. La preoccupazione serpeggia tra i premiati eccellenti. Isabella Ferrari si sente una precaria. "Questo è stato forse l'anno più importante della mia carriera, eppure non ho in mano un solo progetto nuovo", dice l'interprete di Un giorno perfetto. E il suo partner  Valerio Mastandrea: "Un popolo senza cultura è destinato a scomparire. E non parlo solo del cinema, ma anche della scuola, che in questo momento sta manifestando in piazza a Roma. I tagli oggi in Italia colpiscono la cultura, la scuola, la sanità: si vuole creare una società elitaria. Oggi avrei voluto portare al presidente della Repubblica la maglietta dei ragazzi dell'università di Roma, dove sono andato a leggere 'Lettera a una professoressa' di Don Milani".
Infine Matteo Garrone, reduce da un viaggio a Los Angeles, dov'è iniziata la campagna per Gomorra. Il film, amato anche da Oliver Stone, uscirà in due o tre sale americane entro dicembre, in modo da poter concorrere agli Oscar in tutte le categorie e non solo in quella riservata al film straniero. Intanto molte interviste e molto interesse degli americani per il film ispirato al libro di Roberto Saviano. Eppure un anno come quello di Gomorra e del Divo, entrambi finanziati da MiBAC, potrebbe non ripetersi tanto presto, se i tagli colpiranno indiscriminatamente.

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