Ferzan Ozpetek apre la lista degli italiani in gara alla 65ma Mostra di Venezia. Il suo giorno perfetto con Valerio Mastandrea, Isabella Ferrari, Stefania Sandrelli e Monica Guerritore ci proietta nella cronaca nera delle pagine dei giornali. Più che giorno perfetto si potrebbe definire un giorno di pura follia. Antonio (Mastandrea) ed Emma (Ferrari) si sono conosciuti da giovani, il loro amore è passionale, il matrimonio dovrà attendere solo sei mesi, dal loro legame nascono due figli. Poi tutto svanisce e la passione si tramuta in violenza. Il divorzio sconvolge ancor di più Antonio che vorrebbe ritornare a vivere con moglie e figli. La sua assenza diventa presenza ossessiva, malata, che lo porterà a compiere un gesto tragico. A questa storia famigliare si unisce quella dell'onorevole Elio Fioravanti (Valerio Binasco), impegnato nella campagna elettorale per cercare di salvare una reputazione ormai persa. A vivere con lui Maja (Nicole Grimaudo), una giovane ragazza conquistata dal potere che ben presto si rende conto di essere trincerata in una casa priva d'amore. Una pellicola che rompe con il passato - Un viaggio di un giorno tra la fragilità della mente umana, un film di Ozpetek che si distacca dai precedenti, qui le sentimenti toccano l'iperbole e ci si allontana dalla convivialità domestica. "Mi attirava il cambiamento - afferma il regista - all'inizio non ero convinto quando mi hanno proposto il progetto, 'non mi piacerà' mi dicevo, poi ho letto la sceneggiatura e il libro di Melania Mazzucco, a cui ci siamo ispirati, e debbo dire che l'idea mi ha catturato nonostante la paura iniziale". "Ci sono degli aspetti diversi nel libro - afferma l'autrice - come la professoressa della figlia di Emma (interpretata dalla Guerritore), nel testo era un uomo, di questi esempi ce ne sono molti. La presenza delle donne è superiore nella pellicola. "Mi sembra una lettura interessante dell'animo femminile, soprattutto se effettuata da un uomo". Anche la scena di violenza su Emma da parte di Antonio non è proprio come nel testo. "Si svolgeva interamente in auto - spiega Ozpetek - detesto le automobili così abbiamo pensato, insieme allo sceneggiatore (Sandro Petraglia), di spostarla nel canneto, mi ricordava una scena di Rocco e i suoi fratelli. Abbiamo fatto dei sopraluoghi, delle prove. Quando abbiamo iniziato a girare non ci rendevamo conto della potenzialità di quella scena, a un certo punto ho detto a Valerio di sputare in bocca a Isabella credendo che lei mi dicesse: 'Ma sei pazzo!', invece la sua reazione è stata: 'Geniale'". La Ferrari: "Perchè ho accettato la parte" - "Quel giorno avevo davanti a me un interprete che mi dava sicurezza solo guardandolo negli occhi", dichiara la Ferrari. "Sono d'accordo - risponde ironicamente Mastandrea - ho cercato di rimuovere dalla mia testa quella scena, mi sono difeso per tutto il film dal mio personaggio, cercavo di non immedesimarmi, non volevo essere risucchiato dalle sue dinamiche. Tentavo di sdrammatizzare la situazione con delle battute, sia per me stesso che per Isabella. Se avessi avuto dei figli non avrei mai accettato questa parte, Ozpetek riusciva a non giudicare mai Antonio, io invece seguivo il metodo opposto. Poi una volta visto il film mi sono reso conto che stavamo parlando della razza umana, l'entità più affascinante e terribile che si possa raccontare".