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30.08.2008

L'insostenibile insondabilità dell'essere umano

Arriva in concorso il primo dei quattro film italiani presenti. "Un giorno perfetto" di Ferzan Ozpetek, tratto dal romanzo di Melania Mazzucco, racconta l’ossessione di un uomo per la moglie che l’ha lasciato. Intorno a loro due, una umanità varia, con i suoi problemi, gioie e dolori. Sullo sfondo una Roma cupa, quasi irriconoscibile. Dal 5 settembre in uscita con 01 Distribution in 400 copie.
Due volte giurato a Venezia, ma mai presente con un suo film al festival, Ferzan Ozpetek porta quest’anno in gara il suo primo ‘noir’, un film tragico, tratto dal romanzo "Un giorno perfetto" di Melania Mazzucco che narra di uno dei tantissimi – purtroppo – violentissimi fatti di cronaca famigliare che riempiono le pagine dei giornali. Il film descrive la china del matrimonio fallito di Antonio (Valerio Mastandrea), guardia del corpo di un politico, ed Emma (Isabella Ferrari), tornata insieme ai due figli a vivere con la madre (Stefania Sandrelli) dopo la separazione.
Mentre l’uomo non riesce a rassegnarsi e inizia a pedinare e spiare Emma di giorno e di notte – con un dolore che si trasforma in follia – la figlia inizia a ribellarsi contro l’allontanamento dei genitori. Anche il politico ha i suoi problemi e le vite di tutti i personaggi (di contorno) s’incrociano nell’arco di ventiquattr’ore, finché una notte in una palazzina di Roma, si odono degli spari.
Un’avventura nuova per Ferzan Ozpetek che, per la prima volta nella sua storia artistica, cambia produttore (e lavora con Domenico Procacci), con una storia non sua, tratta da un romanzo e scritta da Sandro Petraglia. Rimane del suo cinema precedente inquadrature sul gasometro e sul quartiere ostiense di Roma dove il regista vive e al quale è particolarmente affezionato, ma si abbandonano le famiglie allargate, i climi caldi e sentimentali per il gelo della cronaca nera. Ma nel film non c’è alcuna intenzione di denunciare i mali della società, sono altri gli aspetti che intrigato il regista verso questa vicenda. A Venezia ad accompagnare il film ci sono veramente tutti, il cast praticamente al completo (da segnalare Stefania Sandrelli nel ruolo della madre di Emma, Adriana un piccolo/grande omaggio all’indimenticabile personaggio che l’attrice interpretò nel ’65 per Antonio Pietrangeli in "Io la conoscevo bene"), il produttore Domenico Procacci, lo sceneggiatore Sandro Petraglia e tutti i dirigenti di 01 Distribution e Rai Cinema. Tutti credono molto nel film dato che esce venerdì 5 settembre con 400 copie. “Ho accettato di girare 'Un giorno perfetto' – afferma Ozpetek – perché mi aveva colpito il racconto della passione estrema di lui, Antonio. L’amore accecante per questa moglie disgraziata, Emma, che non vuole più tornare da lui e che vive da preda, una di quelle donne che ti fa diventare pazzo perché sai che tutti possono darle la caccia. Conosco quella fissazione amorosa. Terribile e senza soluzione. Volevo raccontarla, anche per dire che dietro ogni gesto estremo, criminale, si annida un dolore acuto, insopportabile”.
E nonostante la violenza, soprattutto psicologica, fortissima, che sottende tutta la pellicola, lei nel film ha un po’ smussato il lato più legato alla cronaca nera…
“Sì, rispetto al romanzo ci sono vari cambiamenti. Innanzitutto per quanto riguarda la violenza il romanzo è molto più duro rispetto al film, io l’ho un po’ ammorbidito. La violenza che c’è nel film è quella dell’essere umano e dato che questo è il cuore della vicenda con Sandro Petraglia abbiamo riscritto la sceneggiatura cinque volte, perché non eravamo mai sufficientemente soddisfatti. Abbiamo lavorato molto di sottrazione, pochi dialoghi e molti sguardi eloquenti. Questo è stato possibile grazie al cast magnifico con il quale ho lavorato”.
Aggiunge Mastandrea: “Nel film c’è una violenza celebrale di fondo pazzesca. Questo è l’aspetto che aleggia su tutta la storia ed è stato il più difficile, come attore, da comprendere. Tanto che non mi sono immedesimato affatto nel mio personaggio. Per difendermi me ne sono distaccato e l’ho interpretato guardandolo dall’esterno, altrimenti credo che sarei impazzito. Penso che se nella mia vita privata avessi avuto dei figli non avrei accettato questo ruolo. Io ho sempre condannato il mio personaggio anche se Ferzan si sforzava continuamente di dirmi che non lo dovevo giudicare ma raccontare. Abbiamo lavorato tutto il tempo delle riprese su due binari diversi ma paralleli. Tanto che, ora, che ho visto il film ho capito che abbiamo centrato l’obiettivo. Perché quello che racconta 'Un giorno perfetto' è di quanto la razza umana sia il genere più affascinante e terrificante che esista sulla Terra”.
Mentre Isabella Ferrari come si preparata per interpretare Emma, una donna molto distante da lei, sotto vari punti di vista, a cominciare da quello fisico? “
E’ vero per entrare dentro i panni di Emma mi sono dovuta veramente violentare e trasformare. Oltre a mettere su peso, mi sono involgarita e allontanata dalla mia immagine… soprattutto da quella pubblica, quella che di me offrono le riviste di moda e non solo. Però sono io che, per la prima volta in vita mia, mi sono proposta per questo ruolo. Avevo letto il libro anni fa e ho immediatamente pensato che ne poteva uscire un film bellissimo. Quando sono venuta a conoscenza che Ferzan avrebbe diretto 'Un giorno perfetto' gli ho inviato un sms proponendomi spudoratamente per il ruolo di Emma. Non ho ricevuto risposta – sapevo che c’erano molte altre bravi attrici in lizza – fino a quando non mi ha chiamato lui e mi ha detto: ‘OK, tu sei la mia Emma’. Pregandomi immediatamente dopo di non fare troppe domande sul personaggio, di lasciare da parte considerazioni troppo intellettuali, e io ho detto di sì su tutto e mi sono buttata in pieno in questo personaggio che adoro. Tanto è distante da me, quanto la amo”.
Quali cambiamenti ha apportato rispetto al romanzo della Mazzucco e perché?
“Ci sono molti cambiamenti – continua Ozpetek – rispetto al libro, la madre del romanzo mi sembrava repellente e ho affidato il ruolo a Stefania Sandrelli, che ne ha fatto un personaggio più lieve. E come avete già detto, per me lei è, 43 anni dopo, l’Adriana di Io la conoscevo bene di Pietrangeli, uno dei film che amo di più. E il professore gay del libro è diventato una professoressa, Mara, interpretata da Monica Guerritore. Colei che accompagna Emma nella sua camminata notturna. Possiamo dire che è un po’ il mio sguardo su Emma, addolorato e complice, dato che so che tragedia aspetta questa donna che non si merita quello che il destino ha in serbo per lei. Inoltre quel gay era troppo facile, sembrava scritto apposta per me. Fare tanti film sull’omosessualità come ho fatto io, essere un’icona gay, ti sfinisce: le persone non vedono più la storia, ti parlano solo di questo. Ma io racconto la vita che conosco, non una storia gay. Del resto, se avessi filmato solo storie di omosessuali non avrei avuto il successo che ho avuto, io parlo di sentimenti, e i sentimenti non hanno identità sessuale”.
Per chiudere cosa ne pensa Melania Mazzucco, scrittrice del romanzo, del risultato?
“Il film mi piace molto perché – proprio per i cambiamenti e le ragioni che ha appena detto Ferzan – è un film di Ozpetek. Quello che temevo maggiormente era di vedere una sceneggiatura del mio romanzo messa in scena. Il mio libro è già molto cinematografico perché uno scrittore quando scrive si immagina i luoghi, i vestiti, i suoi personaggi sono vivi. Non avrebbe avuto senso seguire pedissequamente il romanzo. Quindi il rovesciamento di genere e tutti i sostanziali cambiamenti che ha fatto il regista, insieme allo sceneggiatore Sandro Petraglia, hanno fatto sì che esista Un giorno perfetto romanzo e Un giorno perfetto film, due identità legate ma autonome. Un altro aspetto che ho apprezzato moltissimo è il fatto che due uomini abbiano inserito tante donne in questa storia. Molti mie personaggi maschili sono diventati femminili e trovo curioso e affascinante che lo abbiano fatto due uomini, Ozpetek e Petraglia”.

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