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31.08.2008

Mastandrea, fenomeno contro se stesso

E' stato bravo, molto bravo. Persino qui, in un ruolo lontano dai suoi canoni e dentro un personaggio che, a quanto si è capito, ha disprezzato. valerio Mastandrea non sbaglia un film, come si diceva di un suo collega illustre (Dustin Hoffman). Che debba far ridere, commuovere o sconcertare. E' lui il più convincente del primo film italiano in concorso a sbarcare in sala: "Un giorno pefetto" di Ferzan Ozpetek, tratto dal libro di Melania Mazzuco. Anche il regista è scartato via dai temi narrativi a lui più consueti. Qui si entra in 24 ore di ordinaria follia familiare, purtroppo straordinaria normalità per la cronaca nera dei nostri tempi. Una passione senza limiti che ti fa perdere la ragione e ti ftrasforma in un mostro. Fin dall'inizio la tensione e l'angoscia di una tragedia annunciata ti prende, e una Roma rararmente ritratta così cupa sembra collaborare. Questo funziona. un pò meno il resto, compreso un paio di scene di involontaria comicità che spezzano l'atmosfera. Il film ha diviso tra applausi e "buu" di disapprovazione la platea della stampa, ma è probabile che al pubblico possa piacere di più.
Stupro. Lui, Mastandrea, è piaciuto a tutti, nei panni di un poliziotto separato e padre di due figli, diviso dentro dalla passione incontrollabile per l'ex moglie Isabella Ferrari, e disperato fino alla follia. che sfocerà in tutta la sua violenza nelle maledette 24 ore di un giorno perfetto. C'è una scena di stupro se su questo la Ferrari dice: "Sono stata facilitata nell'avere vicino a me un grande attore. Batava guardarlo negli occhi e le cose diventavano facili". E Mastandrea "Sono d'accordo". Risate generali. Poi: "Da questo personaggio mi sono difeso per non immedesimarmi. Ho fatto il lavoro inverso, per non farmi coinvolgere, altrimenti sarei impazzito. Mentre si girava quella scena, c'era silenzio intorno, troppo. E io, quando potevo, cercavo di far ridere, di sdrammatizzare. I film, sono una cosa seria. ma poi non così seria."
Affascinante e terribile Mastandrea sembra volersi allontanare in fretta da questo personaggio. Lo ha dimostrato anche dopo, in un incontro più ristretto, quando ha parlato pochissimo  e l'ha buttata sempre sul gioco. "In realtà ho fatto questo film  perchè non lo voleva fare nessuno. No dài, voglio dire una cosa più seria: se avessi dei figli non avrei mai fatto questo film. A lavoro finito, ho capito che stavamo parlando della razza umana, la cosa più  affascinante e terribile che si possa raccontare". Qui terribile sembra l'aggettivo più adatto.

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