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CINECIITA' NEWS 
30.08.2008
Ozpetek in concorso: "Questa violenza mi fa paura"
Isabella Ferrari voleva il ruolo di Emma, la madre proletaria che non riesce a chiudere il legame con l'ex marito, uomo violento, fragile e possessivo. Lo voleva talmente che l'anno scorso, mentre Ferzan Ozpetek era giurato qui a Venezia, gli ha mandato un sms. "Sapevo che c'erano diverse attrici adatte e io invece ero un po' distante da questa donna bruna ma bionda, pingue ma con un corpo ancora giovanile, madre ma incapace di rinunciare ai suoi sogni individuali. Ferzan alla fine mi ha scelta e mi ha chiesto di non fare troppe domande, di essere un corpo e lasciare da parte la mia intellettualità". Ingrassata di quasi dieci chili, fasciata in una minigonna volgare, caracollante su tacchi alti di prima mattina e con gli occhi e la bocca troppo truccati, Emma è bella e provocante e suo marito Antonio, che fa la scorta a un onorevole, non riesce a levarsela dalla testa, prigioniero di un'ossessione che lo porterà a versare il sangue della sua famiglia.
La trama non è certo un segreto, perché "Un giorno perfetto", primo italiano in concorso a Venezia, è ispirato al romanzo di Melania Mazzucco (Rizzoli) riscritto da Sandro Petraglia e affidato al regista turco, al suo primo film in qualche modo su commissione, per scelta del produttore Domenico Procacci. Procacci lavora volentieri (e bene) sui romanzi, da "Caos calmo" a "Gomorra". "Gli autori stanno cambiando - riflette - sono più aperti a raccontare storie scritte da altri e non si sentono per questo meno autori".
Ferzan lo dimostra. "Nel film c'è il mio mondo, ho cambiato tante cose rispetto al libro, per esempio il personaggio di Mara, la professoressa che stabilisce un accordo di complicità e di ascolto con la protagonista. Sulla pagina scritta era un gay, ma mi sembrava più bello descrivere un rapporto tra due donne". Non che sia una scelta omofoba. Tutt'altro. Di gay ha parlato spesso, anzi sempre, nel suo cinema: con "Il bagno turco", con "Le fate ignoranti", con "La finestra di fronte". Anzi, ha fatto scoprire al grande pubblico sfumature meno ovvie del sentimento maschile. "Ho anche fatto piangere i maschi: Filippo Nigro, Ennio Fantastichini, ora Valerio Binasco e Valerio Mastandrea. Il pianto di un uomo è molto sensuale, quasi femminile, mi fa una grandissima tenerezza".
Stavolta ha intonato un inno al femminile. "Penso che le donne siano superiori agli uomini, che abbiano sviluppato una capacità in più". Il film non parla solo di Emma. C'è Nicole Grimaudo, la giovane moglie dell'onorevole costretta di fronte a un bivio. C'è Monica Guerritore, l'insegnante che vive sola e che aspetta un amante che non verrà. C'è Stefania Sandrelli, la madre di Emma, che si chiama Adriana in omaggio alla protagonista di "Io la conoscevo bene" di Pietrangeli, con quel suo essere "preda inconsapevole". C'è l'adolescente Nicole Murgia, che vive in un paesaggio assiderato da quando suo padre è andato via di casa. C'è Angela Finocchiaro, apparizione da favola.
"In ogni personaggio metti qualcosa di tuo - rivela Ozpetek - io non sono mai stato lasciato, ma sono molto possessivo, persino con gli amici, non sopporto non dico il tradimento, ma neppure l'allontanarsi". Non lo sopporta Antonio, con la sua bestialità e la sua fragilità folle. "In tutto il film - racconta l'attore romano, adesso sul set con Giuseppe Piccioni - c'è una violenza cerebrale difficile da riconoscere. Antonio è un agnellino che ha negli occhi la ferocia. Mi sono difeso cercando di non immedesimarmi, di non pensarci mai, altrimenti sarei impazzito e se avessi avuto dei figli non credo che avrei neppure accettato il ruolo. Nella scena del tentativo di stupro, la scena del canneto, cercavo di far ridere Isabella nelle pause tra un ciak e l'altro, immersi com'eravamo in un silenzio innaturale. Forse anche perché questo tipo di violenze non erano estranee a qualcuno dei presenti". Sono storie efferate ma ordinarie, che si leggono continuamente sui giornali, patologiche ma cucite nel tessuto di famiglie considerate normali. "La scena del canneto mi ha fatto pensare a "Rocco e i suoi fratelli" - dice ancora Ferzan - è cresciuta mentre la giravamo".
L'autore di "Saturno contro" si rende conto di aver fatto un salto e non ha chiuso occhio tutta la notte:adesso chiede a tutti come è stato accolto il film. "Questo passare da sentimenti normali a sentimenti estremi mi faceva paura e mi attirava allo stesso tempo. Ho scoperto di avere in casa due copie del libro di Melania Mazzucco, ma di non averlo ancora mai letto. Forse proprio per timore". Accolto in una conferenza stampa affollatissima, in cui "non c'è stata una domanda cattiva", "Un giorno perfetto" uscirà il 5 settembre in 400 copie con "01 Distribution". "Mi piace che la gente veda il film e che mi dica delle cose, mi interessa sapere cosa scriveranno i critici e non credo ai registi che dichiarano di disinteressarsi delle opinioni degli altri".
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