Applausi, a Roma, per la prima di "Tutta la vita davanti", il nuovo film di Paolo Virzì che uscirà nelle sale venerdì. La pellicola, tratta dal libro "Il mondo deve sapere" di Michela Murgia e che racconta in modo ironico la dura realtà di oggi dei lavoratori precari, ha tra i protagonisti Isabella Ragonese, Massimo Ghini, Valerio Mastandrea e Sabrina Ferilli. Quello che Virzì ha messo in immagini è "un viaggio nell'inferno della sottoccupazione, nell'Italia di oggi dove spesso nel lavoro non c'è solidarietà tra colleghi e manca la comunicazione, in un clima per così dire di apocalittica allegria". E' lo stesso regista toscano a introdurre in questo modo la sua nuova fatica, realizzata con un supercast che comprende anche Valerio Mastandrea, Elio Germano e Micaela Ramazzotti. Un'opera corale dove tutti i personaggi concorrono a tratteggiare uno spaccato feroce della società di oggi dove il precariato è la prima emergenza, raccontato prendendo il lavoro-emblema del pracriato: il call-center i cui dipendenti, come dice la brava Micaela Ramazzotti, "si considerano gli operai del futuro".
"Ma non vuole essere un film serio o serioso - avverte Virzì -. La stessa locandina (che riporta al 'Quarto Stato' di Pellizza da Volpedo con gli impiegati del call-center al posto dei braccianti di inizio '900 - ndr) non vuole certo dire che i lavoratori precari di oggi sono i nuovi contadini. E così il film vuole solo denunciare, in maniera quasi scherzosa, una nuova forma di disagio nel mondo del lavoro e della vita senza essere lagnoso né scadere nell'autocommiserazione. Lo spirito dei lavoratori subalterni - spiega ancora - è infatti quello di critica ironica".
Tra gli spunti che il film offre c'è il riformarsi della coppia Ferilli-Ghini a 14 anni da "La bella vita" diretta dallo stesso Virzì. "Penso che questo film sia un po' il proseguimento di quello - spiega Massimo Ghini - raccontato 10-15 anni dopo con una società che cambia: è la fotografia cinica, appassionata, crudele e reale del mondo che ci circonda e che noi, spesso, non riusciamo a vedere". La Ferilli invece si trova per la prima volta in un ruolo di "cattiva"... "Interpreto un personaggio che è l'antitesi esatta dei caratteri fatti finora, sempre tutti molto positivi - dice Sabrina - Ma ho accettato perché mi fido di Paolo e perché questo ruolo è scritto benissimo, cosa che da tempo non mi accadeva al cinema, cosa che mi ha spinto a lavorare soprattutto in fiction televisive".