"Non pensarci", Gianni Zanasi che uscirà venerdì in 200 sale italiane e sarà distribuito in altri 17 paesi, è una pellicola indipendente e a budget contenuto, prodotto dalla Pupkin Production in collaborazione con La7, già accolto con successo all'ultima Mostra del Cinema di Venezia nelle Giornate degli Autori dove ha vinto anche il premio del Sindacato nazionale dei giornalisti cinematografici come miglior titolo italiano tra tutti quelli presenti al Lido il premio Fedic per il miglior film e infine il premio Arca Cinema giovani.
"Non pensarci", presentato ieri a Roma, riunisce un cast di bravissimi attori. A cominciare da Valerio Mastandrea, che dal sindacalista nel film di Paolo Virzì "Tutta la vita davanti", in questi giorni al cinema, diventa uno sbandato musicista punk rock di 35 anni.
Un poveretto che perde abitazione e fidanzata e parte per tornare a casa, in provincia, in cerca di un po' di conforto dalla famiglia che non vede da tempo. La situazione che si trova davanti è però disastrosa. Sua sorella ha lasciato gli studi per dedicarsi ai delfini, il padre pensa solo a giocare a golf, la madre cerca la felicità in un corso di meditazione con uno sciamano e il fratello sta mandando a rotoli la fabbrica di ciliegie sotto spirito di famiglia.
In un rapido susseguirsi di eventi Stefano, scappato da quella realtà perché si sentiva diverso, perde anche le poche certezze che gli erano rimaste e scopre che alla fine è lui a doversi prendere cura degli altri.
Bravi tutti gli attori: da Anita Caprioli a Giuseppe Battiston, Caterina Murino e Luciano Scarpa, capaci di mettere insieme una commedia reale e paradossale allo stesso tempo in cui si sorride per le vicende e la recitazione più che per le battute.
"Volevamo evitare di raccontare una famiglia astratta" ha detto Gianni Zanasi "volevo essere concreto: un gruppo di persone più è vero, più è incredibile. La famiglia reale è imperfetta, ma le imperfezioni sono quelle che mi fanno ridere e sono vere".
Valerio Mastandrea ha apprezzato il lavoro con Zanasi e il suo personaggio: "Penso che sia uno dei modi più originali di raccontare una famiglia. Per molti aspetti è stato come il mio primo film. Ho trovato un modo diverso di lavorare, anomalo. Ho sempre apprezzato Zanasi" ha raccontato l'attore ! fin da quando vidi 'Nella Mischia', molti anni fa. E quando ho letto il copione, dalla quinta pagina ho subito sentito che Stefano mi si era tatuato dentro". Proprio sulla sua assenza da così tanti anni dietro alla macchina da presa, Zanasi ha precisato: "C'è stato un clima difficile in questi anni. Non è facile trovare una produzione per chi è giovane e vuole fare qualcosa di leggermente fuori dalle righe. Casualmente, questi ultimi anni hanno coinciso con il governo Berlusconi".