Virzì: Il lavoro oggi in Italia? Un'apocalittica allegria
Esce venerdì, in 350 sale, l'ultimo film di Paolo Virzì Tutta la Vita davanti che racconta dell'apocalittico mondo di un call-center romano. Con un cast italiano di notevole spessore (Isabella Ragonese, Sabrina Ferilli, Massimo Ghini, Valerio Mastandrea, Miacaela Ramazzotti) il regista toscano realizza un film crudele e spietato confezionato però con la rassicurante leggerezza di uno show televisivo. "Un viaggio nell'inferno della sottoccupazione, nell'Italia di oggi dove spesso nel lavoro non c'e' solidarieta' tra colleghi e manca la comunicazione, in un clima per cosi' dire di apocalittica allegria", così definisce la sua opera Paolo Virzì ."Ho voluto raccontare l'Italia di oggi tramite lo sguardo di una ragazza di oggi, giovane laureata in filosofia, colta, che viene a contatto con un mondo del tutto diverso da quello a cui era abitua, quello di un call-center".
Il regista toscano spiega che si sono basati su "osservazioni sul campo" e di aver preso spunto da un blog di una ragazza sarda, Michela Murgia, poi diventato un libro ("Il Mondo Deve Sapere") che aveva lavorato un periodo in un call center.
Tra i protagonisti del film c'è anche una ritrovata Sabrina Ferilli nei panni di una capo sala odiosa quasi al parossismo. "Il coraggio di interpretare un personaggio così particolare viene dalla fiducia che ho in Paolo – ci dice l'attrice romana - . Sono stata lontana dal cinema per un po' di tempo per diversi motivi. Sia perché i ruoli più belli venivano dati ad altre attrici, sia perché mi è mancata quella forza e quella energia necessaria per affrontare le fatiche di un set".