"Tutta la vita davanti": il nuovo film di Virzì ambientato in un call center
L'arte di Paolo Virzì, la sua capacità di saper trasformare un tema di attualità in una straordinaria vicenda di grande ironia ma con la duttile capacità di far insinuare quel tarlo nella mente che ti lascia riflettere su aspetti che molto spesso "sfuggono". Una commedia grottesca, a tratti surreale, che racconta il difficile inserimento dei giovani nel mondo del lavoro: le loro ansie, le piccole aspirazioni, i problemi quotidiani, la speranza di un futuro migliore, risultato, un film assolutamente geniale!
Il tutto si svolge in un call center, uno dei tanti, tantissimi che danno l'illusione che in Italia il tasso di occupazione sia cresciuto, come qualcuno vuole far credere, cercando di prenderci tutti per i fondelli, quando invece così non è. La "follia" che regna in questi effimeri luoghi di lavoro e la "follia" dei personaggi che li popolano. giovani laureati, con master dottorati e quant'altro, costretti a farsi prendere in giro ed istruiti per prendere in giro i loro interlocutori. Con la dura realtà della precarietà del lavoro giovanile, Paolo Virzì torna nelle sale con "Tutta la vita davanti", con Isabella Ragonese, Sabrina Ferilli, Elio Germano, Massimo Ghini, Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Teresa Saponangelo, Valentina Carnelutti.
La ventiquattrenne Marta (Isabella Ragonese) si è laureata brillantemente in filosofia, con tanto di lode, ma fatica a trovare lavoro. Si trova costretta ad accettare un posto come telefonista presso il call-center della Multiple, l'azienda diretta da Claudio (Massimo Ghini) che vende robottini da cucina a domicilio. Marta scopre presto che per essere buoni venditori bisogna curare il sorriso e agire d'astuzia. La responsabile delle telefoniste, Daniela (Sabrina Ferilli) si accorge subito delle potenzialità della ragazza e la incita a migliorare. Gli slogan dell'azienda (Coccolare il cliente, Coraggio e autostima, L'orgoglio di essere persone speciali, Accogliamo con un sorriso le opportunità che ci offre questa nuova fantastica giornata) sembrano dimenticare che quei posti di lavoro non offrono speranza per il futuro. Ad ogni livello, dal supercapo Claudio (Massimo Ghini), ai venditori (fra cui Elio Germano), alla telefoniste, le parole d'ordine sono: ottimismo, produttività, entusiasmo, successo.
Ed è difficile per il sindacalista Valerio Mastandrea riuscire a parlare di diritti, di tutela sindacale e sfondare quel muro di finto entusiasmo dietro il quale, in realtà, si nascondono grandi tragedie individuali.
Ad interessarsi alla situazione è Giorgio (Valerio Mastandrea), un sindacalista della Nidil-Cgil che spera di ottenere qualche informazione sul modus operandi della Multiple.
Scritto da Francesco Bruni e Paolo Virzì, "Tutta la vita davanti" è una commedia all'italiana che posa lo sguardo ora sulle vite private dei dipendenti, ora sulla precarietà occupazionale dell'Italia di oggi.
Virzì racconta così il suo film: "Ci siamo ispirati a quello che accade davvero nei call-center, dove una delle prime regole è controllare il sorriso durante la conversazione. Il sorriso è obbligatorio, ed è paradigmatico in questo genere di lavoro. Ho voluto fare una commedia all'italiana che parli dell'Italia di oggi e di quel confine tra il destino incerto di tanti ragazzi e l'energia disperata del precariato.
L'idea nasce dall'osservazione di questi ragazzi, giovani laureati che si affacciano sul mondo del lavoro andando incontro a numerose difficoltà. Così è lo sguardo di questa ventiquattrenne colta, che osserva quel mondo con la curiosità di una persona intelligente, che ci introduce agli altri personaggi (tra i quali anche Elio Germano, nei panni di un venditore "esaltato" della Multiple, Ndr). Il suo non è uno sguardo di disprezzo, ma di compassione. Marta si lascia contagiare dall'allegria di questi ragazzi che sognano di essere speciali".
"La grande stagione operaia è finita" spiega il regista toscano "Oggi l'Italia è il Paese del terziario avanzato, del lavoro flessibile, dei co.co.pro. Certo non tutte le aziende sono come la Multiplex, ma la legge 30 viene spesso abusata. Ci sono nuove forme di sfruttamento, di ingiustizia, e c'è spesso il disagio della solitudine, dell'isolamento. Io volevo fare un viaggio nell'inferno nella sotto-occupazione e raccontare lo spirito dei tempi, rileggendone però il linguaggio e l'estetica in maniera divertente, con spirito beffardo".
"Tutta la vita davanti" è infatti soprattutto una commedia, con accenti anche surreali, esilaranti, eccessivi. Una commedia corale con ottimi interpreti, la cui protagonista osserva ma non giudica. Il regista ci tiene a sottolineare che il suo film non è un manifesto pre-elettorale: "Spero che accenda la voglia di riflettere sulla nostra società, ma io non voglio fare nessun 'endorsement'. Racconto le storie di chi attraversa l'odissea del precariato o è costretto ad andare all'estero per trovare lavoro, ma lo faccio con lo spirito del commediante e credo che nel film, come in ogni storia individuale, ci sia spazio per la speranza, soprattutto se nasce dalla solidarietà tra le persone".
Sabrina Ferilli racconta il suo personaggio: Daniela è a capo del gruppo di centraliniste, le incita e le incoraggia a migliorare, è l'elemento di sprono del gruppo. È la persona alla quale tutte loro fanno riferimento, alcune addirittura si vestono come lei, quasi fossero plagiate. Le ragazze - anche se diverse per estrazione - sono tutte molto unite dalla necessità vitale di mantenersi. Daniela, che è la maggiore, è molto determinata, è lucida e perfetta, all'apparenza".
Nei panni del sindacalista di turno, troviamo Valerio Mastandrea: "Il mio è un personaggio esterno all'azienda, è un sindacalista d'assalto un po' sfigato ma onesto. Non riesce mai a entrare in contatto con la realtà della Multiple finché non conosce Marta. Credo che questo sia un film necessario per due motivi: per quello che racconta e, soprattutto, perché lo racconta Paolo Virzì, unico attualmente in grado di mandare segnali forti sul mondo in cui viviamo dove la società offre lavori che blindano le emozioni".
Travolgente e superbo Elio Germano, brava e credibile la debuttante Isabella Ragonese, Perfetta nel ruolo Sabrina Ferilli, che incarna molto bene le responsabili stile "shampista", che è facilissimo incontrare in un call center. Perfettamente in parte anche Massimo Ghini, Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti. Un film, vivo e vero, emozionante, che fa sorridere ed arrabbiare; un film come solo Paolo Virzì sa fare!