Venezia «Non è vero che non mi piace Scamarcio». Valerio Mastandrea,
uno dei
più bravi attori italiani delle ultime generazioni, va cauto quando gli
si
chiede dei colleghi. «Io non parlo mai male degli altri, ma devo
imparare a
stare attento a quello che dico. Mi sono mangiato le mani per averlo
criticato una volta».
L'interprete romano, che ha presentato nelle Giornate degli autori
la
commedia Non pensarci di Gianni Zanasi dove è protagonista con Anita
Caprioli, Giuseppe Battiston e la Bond girl Caterina Murino, risponde
volentieri alle domande.
Quali sono gli attori italiani per i quali vale la pena di andare al
cinema?
"Su tutti Elio Germano, mi piace tantissimo, perché è molto
attento a quello
che fa. Non fa i film per convenienza ma per crescere. Sta facendo un
bel
percorso, anche se qui a Venezia l'ho visto massacrato dagli
intervistatori".
E poi per cosa vale la pena di vivere?
"La Roma! È una delle poche cose serie. Il calcio non mi interessa
molto, lo
giocavo per la strada e non lo seguo particolarmente, però la Roma
sì!"
La situazione del cinema italiano?
"Se ne parla sempre: nei festival ci si sente più ottimisti, poi
si va nelle
sale e arrivano gli schiaffi in faccia! Io ne ho presi tanti. Non c'è più una
condizione di normalità in cui la gente va al cinema a vedere un
po' di
tutto. Ora o è un grande successo o è un disastro".
Così come sceglie i film?
"A volte ci diciamo: facciamo un film intellettuale così siamo
sicuri di
andare ai festival! Oppure: facciamo una robaccia così incassiamo!
Nella
realtà i festival dovrebbero essere più aperti anche a commedie come
questa.
Io cerco di fare sempre cose nuove, è un meraviglioso imbecille come
questo
musicista fallito non l'avevo mai interpretato".