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03.09.2007

Mastandrea: "Non dite che detesto Scamarcio"

Venezia «Non è vero che non mi piace Scamarcio». Valerio Mastandrea, uno dei più bravi attori italiani delle ultime generazioni, va cauto quando gli si chiede dei colleghi. «Io non parlo mai male degli altri, ma devo imparare a stare attento a quello che dico. Mi sono mangiato le mani per averlo criticato una volta».
L'interprete romano, che ha presentato nelle Giornate degli autori la commedia Non pensarci di Gianni Zanasi dove è protagonista con Anita Caprioli, Giuseppe Battiston e la Bond girl Caterina Murino, risponde volentieri alle domande.
Quali sono gli attori italiani per i quali vale la pena di andare al cinema?
"Su tutti Elio Germano, mi piace tantissimo, perché è molto attento a quello che fa. Non fa i film per convenienza ma per crescere. Sta facendo un bel percorso, anche se qui a Venezia l'ho visto massacrato dagli intervistatori".
E poi per cosa vale la pena di vivere?
"La Roma! È una delle poche cose serie. Il calcio non mi interessa molto, lo giocavo per la strada e non lo seguo particolarmente, però la Roma sì!"
La situazione del cinema italiano?
"Se ne parla sempre: nei festival ci si sente più ottimisti, poi si va nelle sale e arrivano gli schiaffi in faccia! Io ne ho presi tanti. Non c'è più una condizione di normalità in cui la gente va al cinema a vedere un po' di tutto. Ora o è un grande successo o è un disastro".
Così come sceglie i film?
"A volte ci diciamo: facciamo un film intellettuale così siamo sicuri di andare ai festival! Oppure: facciamo una robaccia così incassiamo! Nella realtà i festival dovrebbero essere più aperti anche a commedie come questa. Io cerco di fare sempre cose nuove, è un meraviglioso imbecille come questo musicista fallito non l'avevo mai interpretato".

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