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   FESTIVAL DI VENEZIA   

02.09.2007

Le Giornate degli autori 2007

Il quarto appuntamento con "Le giornate degli autori - Venice Days" (30 agosto - 8 settembre) parla italiano. Su tredici film scelti, tre rappresentano l'Italia, senza calcolare due documentari inseriti nella sezione "Ritratti". Un buon segno, non c'è che dire. Anche se non è tutto oro quello che luccica. Guardando al 2006, tutte le opere ospitate dai "Venice Days"csono uscite nelle sale dei paesi di produzione, tranne i film nostrrani.
Per essere precisi, dopo un anno abbiamo visto affacciarsi "Come l'ombra" di Marina Spada, mentre de "L'udienza è aperta" di Vincenzo Marra nemmeno l'ombra. E' una delle tante contraddizioni del nostro mercato. Come al solito ci dobbiamo distinguere per qualche anomalia. Quindi se da una parte è positiva la presenza di film italiani di un certo livello, dall'altra è negativa la mancanza di un meccanismo automatico che renda visibile alla comunità un prodotto nazionale. Dovrebbe appartenere al Dna di un paese.
C'è da dire che "Le ragioni dell'aragosta", nuovo film di Sabina Guzzanti tra i selezionati 2007, dovrebbe uscire il 7 settembre. Certo, ma si parla di Guzzanti. "Sono soddisfatta di questo prodotto per la sua innovazione drammaturgica, sembra un documentario ma non lo è - sostiene la regista già a Venezia due anni fa con "Viva Zapatero!"- è emotivamente coinvolgente, malinconico e ironico. E' un esperimento sull'agire, sulla difficoltà di aggregarsi, sulla capacità di trovare fiducia nel proprio lavoro, nelle proprie azioni, la politica non viene in soccorso, anzi, non troviamo nessuno che ci rappresenti veramente".
E sulla solitudine di chi vorrebbe cercar di cambiare le cose si interroga anche "Non pensarci" di Gianni Zanasi con Valerio Mastandrea nei panni di un rocker fallito. "Si tratta di una commedia che ha qualcosa da dire senza farlo pesare troppo agli spettatori, dichiara il regista fermo da anni, fornendoci un quadro a dir poco amaro del nostro paese.
L'altro italiano che si potrebbe aggiudicare il Label Europa Cinemas, cioè la distribuzione in 1689 schermi di 55 paesi, è "Valzer" di Salvatore Maira. Un unico piano sequenza che si snoda fra le scale, le stanze, i corridoi, le cucine di un grande hotel torinese. "Un progetto nato dal desiderio di scardinare i generi e la struttura del cinema classico. Volevo far saltare la grammatica del montaggio", afferma il regista.

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