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IL CORRIERE DELLA SERA 
02.08.2007
Ferilli tra i precari dei call center
Roma - Sulle postazioni telefoniche, sopra i computer, sono attaccati gli sticker promemoria della giornata: "Coccolare il cliente", "Coraggio e autostima", "ricorda la doppia opzione", "Solo domande a cui si risponde si". C'è poi uno specchietto che serve a controllare il proprio sorriso, indispensabile, sempre, durante la conversazione. Nell'avventuristica scenografia "aeroportuale" della nuova Fiera di Roma, Paolo Virzì gira un fil "filologico" sul mondo dei call center. (.) "Non è un documentario sui nuovi luoghi di lavoro". Non è un film di denuncia eppure si denuncia una realtà, sinistra e un poco mostruosa, al confine tra l'incertezza del destino e l'energia disperata delle nuove professioni nel XXI secolo.
Ambientato in una Roma diversa e nuova per il cinema (Casalpalocco, Bufalotta, Parco Leonardo), la storia è vista senza pregiudizi, con gli occhi di Isabella Ragonese. (...)
Il personaggio di Isabella dopo il suo bel 110 e lode in Filosofia non trova di meglio che un posto al call center per vendere un elettrodomestico che oltre a tritare, frullare, mantecare e centrifugare, sterilizza l'acqua domestica con un apposito collettore, nonché..Come vicina di postazione Isabella incontra l'ex ballerina tv Micaela Ramazzotti, ragazza madre in abiti strizzati e labbra di fuoco che ondeggia anziché camminare, e le altre ragazze che vengono da un mondo spesso sciocco e ignorante: è scaraventata da Platone ai gossip sui reality, ma lo sguardo del film (nelle sale a febbraio, prodotto da Medusa e da Motorino Amaranto) è il suo, innocente, non giudica, ma intende proiettare una realtà incubo con ironia amara, con toni duri e crudi dove non trovi scorciatoie consolatorie.
Elio Germano come venditore del robbottino "Multiple 601" e Valerio Mastandrea come "sindacalista d'assalto volenteroso e sfigato".
(...)
"C'è un mondo nuovo anche per te": la colonna sonora aziendale è lo sfondo dei contratti a progetto dove alla fine, dice Virzì, "i capi ti fanno sentire importante o ti gettano in uno psicodramma umiliante se gli obiettivi non vengono raggiunti". "Tutta la vita davanti", non si riferisce all'auspicio che si ha tutta la vita davanti, ma a quello che i genitori dicono ai figli sul futuro, così radioso nella speranza, così precario nella realtà.
ARTICOLI 2007
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