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11.07.2007

Notturno Bus

Franz è un conducente di autobus che anche nella vita ha sempre guardato nello specchietto retrovisore. Una notte sul suo bus deserto incontra per caso Leila, una ragazza in fuga coi boccoli rossi e i piedi scalzi. Non fa in tempo a negarle una sigaretta che la donna si è già liberata della sua parrucca e si è infilata nel suo letto, ma soltanto per avere un posto in cui passare la notte e nascondersi.
L'affascinante donna con gli occhi da gatta è infatti una scaltra e bugiarda truffatrice il cui primo colpo risale ai suoi tre anni. Inseguita da una coppia di grotteschi killer, il caciarone iperviolento Garofano, e il laconico e spietato torturatore dallo stomaco debole Diolaiti (che ricorda un po' la coppia pulp Vince Vega/ Jules Winnfield), oltre che da un romantico agente dei servizi segreti, la ragazza cercherà protezione sull'autobus notturno di Franz "cuor di leone" (come lo chiama lei). Lui, filosofo mancato, "normalmente vile" e braccato a sua volta per debiti di gioco da un energumeno fondamentalmente buono di nome Titti, cercherà con scarsi risultati di resistere a quello che dopo anni di terapia ha inquadrato come il prototipo della donna sbagliata.
Sui toni della commedia sentimentale si dipana questo noir italiano tratto dall'omonimo romanzo di Giampiero Rigosi, che dalla pagina allo schermo ha visto un cambio d'ambientazione dalla forse più "noir" città di Bologna alle strade umide e deserte della notturna metropoli romana, ottimamente fotografata in toni bluastri da Arnaldo Catinari.
Dietro la macchina da presa c'è Davide Marengo, al suo esordio nel lungometraggio di finzione, ma già navigato regista di videoclip musicali (Fiori d'arancio e L'ultimo bacio di Carmen Consoli) e soprattutto del documentario sulla musica popolare pugliese Craj (Premio "Lino Miccichè" al Festival di Venezia 2005), che dimostra di sapersi muovere con disinvoltura nel territorio del cinema di genere, o sarebbe meglio dire "di generi": Notturno bus riprende infatti gli stilemi del noir nell'oscura ambientazione urbana e nei personaggi (la fascinosa femme fatale che trascina la sua vittima maschile in un turbine di corruzione e peccato), e li amalgama senza forzature con i toni da commedia gangsteristica grottesca e quelli da commedia sentimentale. Merito anche di un cast all'altezza della situazione, che va dal malinconico loser Valerio Mastandrea, disilluso per eccellenza tra gli attori italiani, a una sorprendente Giovanna Mezzogiorno (lontana dai consueti ruoli fin troppo "urlati" e isterici), fino ad arrivare a una galleria di eccellenti comprimari (il divertente Pannofino, il gelido Citran e il nostalgico Fantastichini).
Tra inseguimenti da action movie e una brillante ironia da commedia all'italiana, Notturno bus è la dimostrazione che in Italia è possibile una commistione di generi che, senza prendersi troppo sul serio, omaggia con autoironia, buon senso del ritmo e dei tempi cinematografici, e un tocco comico prettamente nostrano, ciò che sembrerebbe esclusiva degli americani.

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