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07.05.2007
Mezzogiorno e Mastandrea guidano il "Notturno Bus"
Valerio Mastandrea e Giovanna Mezzogiorno, alias Franz "cuor di leone" e Leila, l'affascinante ladra afflitta dalla sindrome di Cleopatra.
I due giovani attori-simbolo del nuovo cinema italiano sono i protagonisti di "Notturno Bus", la noir-comedy diretta dal regista esordiente Davide Marengo nelle sale da venerdì 11 maggio. La pellicola, distribuita da O1 Distribution in oltre 150 copie, si basa sul romanzo omonimo di Giampiero Rigosi (Edito da Einaudi - Stile Libero Noir), un thriller metropolitano popolato da personaggi con personalità ben costruite che nella trasposizione cinematografica hanno il volto di attori di grande rilievo, da Ennio Fantastichini a Roberto Citran, da Iaia Forte a Francesco Pannofino, da Ivan Franek a Antonio Catania.
Il film racconta dell'incontro, fortuito e salvifico, tra Franz (Mastandrea), autista di autobus e pessimo giocatore di poker, e Leila (Mezzogiorno), affascinante falsaria che si trova per caso implicata in una lotta internazionale per accaparrarsi un microchip. I due dovranno difendersi da Garofano (Pannofino) e Diolaiti(Citran), una coppia di agenti segreti pronti a tutto pur di recuperare i files, ma saranno aiutati da Matera (Fantastichini), spia piena di poesia. Franz e Leila finiranno per innamorarsi, tra corse mozzafiato per le strade di Roma e inseguimenti tra autobus impazziti sul Lungotevere, sottolineate da una colonna sonora originale degna di nota composta da Gabriele Coen e Mario Rivera.
Sono molti gli elementi di novità di questa pellicola. Prima di tutto, si tratta di un film su commissione. I produttori, Maura Vespini e Sandro Silvestri per Emme con Rai Cinema (in coproduzione con la polacca Vision Film Distribution) hanno prima messo a punto la sceneggiatura e poi scelto di affidarla a Marengo, regista di videoclip musicali (suoi "La Paranza" e "Mi persi" di Daniele Silvestri, brani inseriti nella colonna sonora di "Notturno Bus") e pluripremiato con la sua opera prima, il documentario "Craj". "Bisogna essere bravi e capaci per dirigere una storia che non appartiene necessariamente al proprio mondo - ammette la Mezzogiorno -. E Davide lo è stato davvero, anche perché si tratta di un'opera complessa dal punto di vista dell'intreccio e piena di personaggi. Per me poi è stato divertente recitare in un ruolo molto diverso da quelli che di solito mi vengono offerti".
Il secondo elemento di novità e proprio il genere, il thriller, non certo facile per il pubblico italiano abituato alle grandi pellicole statunitensi. A metà tra la spy-story e la commedia romantica, il film d'azione e le situazioni comiche, la pellicola di Marengo riesco ad armonizzare con un ritmo spigliato le diverse anime del copione scritto dallo stesso Rigosi con Fabio Bonifacci. Ma l'equilibrio raggiunto in ogni scena non è stato automatico: ci sono volute ben 21 revisioni della sceneggiatura per mettere a fuoco i due personaggi principali e i numerosi personaggi che danno sale all'intreccio.
Gli aggiustamenti sono stati necessari per rispettare l'equilibrio tra le varie componenti - spiega Marengo che nel suo lavoro è stato aiutato da Isotta Toso - Il nostro rischio era eccedere con il grottesco o, viceversa, con il thriller: invece alla fine l'alchimia è stata rispettata". "Abbiamo discusso molto sul set - ammette Mastandrea - per evitare di forzare troppo la mano. La trama è così piena di colpi di scena che con un'interpretazione sbagliata avremmo potuto rovinare tutto". Alla fine, il commento più positivo sul film arriva dall'autore del libro. "Vedendolo ho riso e mi sono fatto prendere dalla storia nonostante la conoscessi perfettamente - dice Rigosi -. Il mio testo non è stato tradito e non era facile perché abbiamo dovuto sfilare qualche elemento dell'intreccio".
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