Leila è una ragazza che vive di
espedienti, piccole truffe e furti,
molto seduttiva e istintiva, in perenne
fuga dalle sue vittime e dalle emozioni, che
possono renderla fragile. Franz è l'opposto:
Razionale, passivo, uno che pensa molto e
agisce poco. Ha lasciato l'università ad un
passo dalla laurea in filosofia, fa l'autista
di autobus, chiuso in una vita sonnacchiosa
tra bar e vecchi amici. Le
uniche emozioni le
prova al tavolo da
poker, dove perde
regolarmente, tanto che è braccato da
Titti (nome da canarino ma corpaccio
da energumeno) a cui deve un bel po' di
soldi.
Durante una delle sue truffe, Leila,
ruba senza accorgersene un microchip
che può rovinare un personaggio molto
potente. Inseguita da due scagnozzi si
rifugia sull'autobus guidato da Franz e,
molto presto, i due si ritrovano inseguiti
da uomini senza scrupoli che hanno l'ordine
di ucciderli. Sotto la pressione di questa
caccia spietata, che dura due giorni e che
ha la vita come posta in gioco, Franz e Leila
imparano a conoscersi, odiarsi, innamorarsi
e soprattutto a crescere. Franz che, fuori dal
tavolo da poker, non ha mai osato affrontare
un rischio si dimostra più coraggioso di
quel che crede e arriva a rubare un autobus,
per sfuggire ai cattivi, in uno spettacolare
inseguimento che, oltre a salvargli la pelle,
gli farà perdere quel lavoro che odia ma che
lo mantiene. Leila impara per la prima volta
nella sua vita a fidarsi e ad essere sincera.
Per tutti i personaggi arriva il momento
della resa dei conti definitiva.
Un noir metropolitano, ironico e
melanconico, tratto dal romanzo
di Giampiero Rigosi, e girato
dall'esordiente Davide Marengo,
regista di videoclip musicali di artisti come
Carmen Consoli e
Daniele Silvestri
e che ha inserito
tutta
la sua estetica
pop nel
film.