Notturno Bus, l'opera prima di Davide Marengo è stata accolta con entusiasmo
Tratta dal romanzo di Giampiero Rigosi, l'opera prima di Davide Marengo è un noir metropolitano intriso di comicità e commedia sentimentale, recitato benissimo e diretto con maestria. Valerio Mastandrea è Franz, un autista d'autobus amante del gioco che spera in una svolta ma nel frattempo continua a perdere a poker. Giovanna Mezzogiorno è Leila, una falsaria bella e bugiarda che irromperà nella vita di Franz e lo coinvolgerà, insieme a Matera - Ennio Fantastichini nei panni di un ex agente dei servizi segreti - nella ricerca di un microchip contenente informazioni che potrebbero essere fatali per un personaggio potente. Più volte è stato tentato di adattare il romanzo per il grande schermo. "Ci sono volute diverse sceneggiature" (più di 20 revisioni, NdR) prima di arrivare a quella che ho scritto con Fabio Bonifacci e che è sembrata quella buona per produrre il film" rivela Giampiero Rigosi. Una volta pronta la sceneggiatura c'è voluto del tempo per trovare il regista giusto. "In Italia sembra quasi un'offesa proporre a un autore la direzione di un film, perché a quanto pare non lavorano su commissione" dichiara Sandro Silvestri, produttore del film. Così ci siamo rivolti a un esordiente".
Prima di esordire con il lungometraggio Notturno bus Marengo ha diretto diversi videoclip musicali, tra i quali Fiori d'arancio e L'ultimo bacio di Carmen Consoli. Nel 2005 si è fatto notare nell'ambiente cinematografico firmando Craj, un documentario sulla musica popolare pugliese con Teresa De Sio e Giovanni Lindo Ferretti che ha ricevuto la candidatura ai Nastri d'Argento 2006 come Miglior documentario uscito in sala. Recentemente Marengo è tornato a lavorare in ambito musicale dirigendo il videoclip del brano di Daniele Silvestri che fa parte della colonna sonora di Notturno bus. Ma tanto per rimarcare il senso cinematografico, il video "Mi persi" ha qualcosa che ricorda il finale di 2001 Odissea nello spazio. "Davide stava finendo di montare il film" racconta Daniele Silvestri "e mi ha chiesto se avevo un pezzo da dargli. In cambio l'ho voluto come regista del video. Generalmente in questi casi si usano immagini dalla pellicola, noi invece abbiamo scelto l'autobus che compare anche nel film. Mi sembrava che fosse uno dei modi migliori per rendere l'idea di una persona che si perde. Rispetto al lavoro che aveva in mente Davide, che è uno - per sua stessa ammissione - che ama raccontare storie, il video è molto visionario, e il punto che abbiamo trovato in comune è stata proprio l'opera di Kubrick".
"La cosa che mi è piaciuta di più leggendo la sceneggiatura" racconta Valerio Mastandrea "è stata la contaminazione di tanti generi cinematografici, di tanti ruoli e di tante personalità diverse. Il film è il frutto di giorni e giorni di liti, di confronti e scontri tra gli attori e il regista, il regista e il produttore, il regista e l'autore. La sceneggiatura era così ricca che ci siamo tutti appassionati e siamo giunti alla fase finale dopo lunghissime discussioni. Non mi era mai capitato di rapportarmi a un lavoro così denso prima d'ora".