Metti un autista di autobus, "mediamente vile" ( Valerio Mastandrea ), che nell'attesa della grande svolta continua irrimediabilmente a perdere a poker. Aggiungici una ladra incallita, intrigante e misteriosa, anche lei desiderosa di "fuggire" che irrompe all'improvviso nella vita mediocre dell'uomo e lo trascina suo malgrado in mezzo ai guai (Giovanna Mezzogiorno) . Completa il tutto con una serie di azioni rocambolesche che avvengono nell'arco di 24 ore e che prendono l'avvio dalla perdita di un microchip che potrebbe rovinare la vita di un personaggio potente e sulla cui traccia si muovono diversi personaggi. Da un ex agente dei servizi segreti, un duro malinconico ma dal cuore tenero (Ennio Fantastichini) - il vero eroe tragico della storia, dice il regista - ai due killer cattivi ( Francesco Pannolino e Roberto Citran). Il tutto tenuto insieme da un ritmo e un montaggio serrato e incalzante, degno dei migliori thriller d'esportazione, abilmente mescolato a una giusta dose di sentimentale e comico-grottesco.
Questi gli ingredienti di Notturno Bus, film d'esordio del regista Davide Marengo, nelle sale da venerdì 11 maggio in oltre 150 copie, e tratto dall'omonimo romanzo di Giampiero Rigosi, che firma anche la sceneggiatura delle pellicola insieme a Fabio Bonifaci. «Sceneggiatura travagliata - ci tiene a precisare lo stesso scrittore - che ha richiesto oltre 20 revisioni, per riuscire a riportare a livello cinematografico tutta la complessità della storia e dei personaggi».
Un film nato dal desiderio del produttore Sandro Silvestri che confessa di aver impiegato non poco a trovare il regista giusto, puntando infine su un esordiente. «In genere in Italia succede che un regista abbia un'idea per un film una sceneggiatura e si metta alla ricerca di produttori che finanzino il progetto. Qui è successo esattamente il contrario» spiega lo stesso Marengo.
«Il problema è che in Italia - precisa Giovanna Mezzogiorno- a differenza che all'estero c'è poco la tradizione dei "film su commissione". I registi sono spesso anche autori delle pellicole e difficilmente si trova qualcuno disposto a farsi carico di progetti esterni».
E Valerio Mastandrea, che di registi esordienti e opere prima se ne intende aggiunge che "E' un peccato, perché invece proprio i film su commissione danno la possibilità a molti giovani registi di farsi conoscere, cosa spesso non facile quando si tratta di trovare finanziamenti per idee proprie". «Ho visto giovani registi che impazzivano perché consideravano il loro primo film d'autore come la missione della vita: se falliva, fallivano anche loro. Mentre spesso sono questi film che aiutano a farsi conoscere».
Il risultato è un film avvincente e "di generi" come lo definiscono gli sceneggiatori, tanto più coinvolgente perché in grado di mescolare registri diversi. Di suscitare la risata, come la paura e la commozione. Una storia corale fatta di personaggi complessi e interessanti, tutti alla ricerca della propria occasione e via di fuga. «Non a caso - spiega il regista - punto di partenza e arrivo della storia è proprio l'aeroporto. Che per alcuni di loro rappresenterà l' inizio di una nuova vita per altri sarà l'inevitabile conclusione di un'esistenza segnata fin dall'inizio, come da tradizione, letteraria e cinematografica, si addice ai "cattivi" e agli eroi tragici».