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   IL GIORNALE   

08.05.2007

Giovanna Mezzogiorno ladruncola sexy

Lei scappa. Lui dietro. Lei chiama gli uomini nella sua tela di ladra, perché bella e puttana, e lui, povero fesso pieno di buffi e di malinconia, ci casca mani e piedi. Ci penserà l'amore a salvare le loro anime perse in città, mentre si attraggono per distruggersi meglio, però nel modo tutt'altro che banale di Notturno bus (da venerdì nelle sale), frenetico noir dell'esordiente Davide Marengo, trentaquattrenne autore di videoclip musicali.
E in effetti pesa parecchio la trama musicale (tra jazz e dance, con inserti dal tormentone sanremese di Davide Silvestri, La paranza) in questa sapida miscela di nero metropolitano, commedia sentimentale e film d'autore. Tratto dall'omonimo romanzo di Giampiero Rigosi (Einaudi), tuttavia, Notturno bus si fa notare anche per l'inedito ruolo di Giovanna Mezzogiorno, attrice fin qui legata a parti da vittima dolente, magari un po' nevrotica e socialmente impegnata, ma comunque vessata dalla vita, dai maschi. Qui, invece, finalmente libera dal cliché, issata su tacchi a spillo dodici, strizzata in gonnelline con lo spacco e camicette profondamente scollate, lei, musa del tormento femminile, passa sulla sponda della simpatica lestofante sexy. Una Leila dal french manicure, che ruba e rivende passaporti, mette la parrucca di ricci rosso fuoco, le lenti a contatto colorate e via, travestita, nei locali del malaffare capitolino, a rimorchiare il pollo slavo di turno, per alleggerirlo bene bene, dopo averlo sedotto e narcotizzato.
Dal mazzo degli ustascia croati e degli spioni dei Servizi italiani, che la teppistella, senza volerlo, si scatena appresso, per caso spunta un jolly lungo e triste: è Franz (l'ottimo Valerio Mastandrea), autista di trambus e pokerista indebitato fino all'osso del collo. Che gli vorrebbero spezzare in molti, dopo che lui, già studente di filosofia, viene irretito da Leila, insieme alla quale fuggirà, con tanto di valigia gonfia di quattrini. «Il mio è un personaggio anticonvenzionale, una tosta che vive e lavora da sola, per scelta. Una donna intensa, con risvolti malinconici, che usa la sua fisicità: il suo corpo, il suo volto, il suo abbigliamento sono mezzi per ottenere quello che vuole», spiega la Mezzogiorno, giocherellando con la sua lunga chioma castana.

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