Esce l'11 maggio, distribuito nelle sale da O1, il primo film di
Davide Marengo, Notturno Bus, una commedia noir ricca di suspance e
colpi di scena che vede ancora una volta quest'anno, protagonista
femminile di un atteso film italiano, Giovanna Mezzogiorno, per la
prima volta nel ruolo per lei inedito di una ragazza estremamente
seducente e smaliziata. L'attrice che è appena uscita con sucesso
dalla programmazione nelle sale con l'impegnativo film della Comencini
"Lezioni di volo", lo scorso anno ha accettato molto volentieri di
contribuire con la propria popolarità al debutto di Davide Marengo sul
grande schermo. Il giovane regista aveva già avuto i primi approcci
lavorativi con Giovanna, realizzando il videoclip di Carmen Consoli "L'
ultimo bacio", premiato con l'Italian Music Award, e il backstage dell'
omonimo film.
"Ero curiosa di provare a lavorare con un giovane regista che conosco
già da alcuni anni, ho accettato di fare questo film dandogli fiducia,
proprio per vederlo alla prova e poi mi incuriosiva sperimentare con
lui questo genere inconsueto" - ha dichiarato l'attrice. E stando alle
reazioni positive alla visione dell'anteprima del film, l'esperimento
deve aver confermato la validità della sua scelta. Giovanna in Notturno
Bus si cimenta, con successo in un ruolo completamente diverso da
quelli decisamente intensi e drammatici in cui siamo abituati a vederla
ed è perfettamente a proprio agio in un ruolo che ne nasconde a sua
volta un altro, più profondo, più umano, che ne consolida il
personaggio.
Anche per Valerio Mastrandrea questo film può rappresentare un momento
significativo della sua variegatissima carriera, il confronto con un
personaggio molto umano e credibile nella sua arrendevole normalità,
con i pregi e i difetti di un uomo qualunque che si trova a dover fare
i conti con le proprie reazioni e paure alle prese con giochi più
grandi di lui, un ruolo certamente non privo di umorismo ed ironia,
congeniti in Mastrandrea, ma comunque inedito rispetto ai suoi
personaggi di sempre.
Per Ennio Fantastichini, questo film ha segnato il suo ritorno alla
grande tra i protagonisti del cinema italiano. In Notturno Bus
Fantastichini, protagonista in questi giorni di film e fiction di
successo, ha un ruolo molto importante che ha caratterizzato con la
propria personalità e bravura dando un valido contributo alla
credibilità del suo personaggio.
Da una storia legata profondamente alla musica popolare, alle nostre
tradizioni, come "Craj", dai videoclip di cantautori e gruppi rock, dal
frenetico e sintetico linguaggio degli spot pubblicitari a una
commedia noir complessa con storie di spie, di truffe, di sentimenti e
disagi ricca di colpi di scena, di suspance e intrighi internazionali,
come ti sei trovato? Quali delle precedenti esperienze ti è stata più
utile? - chiediamo al regista Davide Marengo.
Ogni esperienza che ho fatto è stata utile e formativa. La mia scuola
personale è stata la frequentazione quotidiana di set cinematografici
da quando avevo 18 anni. Facevo foto di scena e backstage di film di
registi molto diversi tra loro che si confrontavano con storie e
produzioni diverse ma allo stesso tempo con problematiche comuni, le
stesse che stanno dietro alla complessa realizzazione di ogni film. Nel
tempo mi sono confrontato con molti linguaggi diversi e credo che
questo mi abbia aiutato ad affrontare un film così impegnativo come
"Notturno bus" che contiene molti generi cinematografici al suo
interno, un cast di stelle nostrane e una troupe di grandi
professionisti del cinema.
"Craj" è stato un bellissimo viaggio nella nostra tradizione popolare
che ancora continua, è un documentario "sui generis" realizzato più con
la passione che con i mezzi "ricchi" di una produzione come in
"Notturno bus", ma è proprio questo che mi affascina del mio lavoro, la
possibilità di cambiare generi e visioni, di potermi arricchire con
nuove esperienze ogni volta che sia possibile.
E' stato facile far entrare Giovanna in questo ruolo apparentemente
scanzonato e comunque sexy e seduttivo di una ladra che usa la propria
bellezza per rubare, che sembra sapersela cavare anche con
professionisti del crimine ma che si scopre invece esposta e
fragilisima quando si toglie la maschera?
Con Giovanna Mezzogiorno ci conosciamo da molti anni e quando ha
accettato di fare questo ruolo mi ha reso molto felice perchè
finalmente potevamo lavorare insieme. Ha accettato di interpretare
Leila anche grazie al suo desiderio di cambiare radicalmente rispetto
ai personaggi che ha interpretato prima di "Notturno bus". Questa
spinta al cambiamento l'ha motivata ancora di più e credo si possa
vedere sullo schermo per come si sia impegnata, anche mettendosi
fisicamente alla prova per questo ruolo di ladra e bugiarda secondo me
molto riuscito. Stessa riflessione mi viene di farla anche per Valerio
Mastandrea che trovo sia stato molto bravo e credibile ad interpretare
Franz.
Vedendo il tuo film i responsabili di Raifiction hanno deciso di
affidarti una serie di gialli sostenendo che, nonostante la tua giovane
età hai trovato un tuo modo di rappresentare (e girare) l'ansia, la
suspance, l'inquietudine il mistero . Come si fa a rendere l'
inquietudine con la macchina da presa?
Non saprei dirlo. Credo che a fare la differenza nel cinema, e
comunque nell'universo dell'audiovisivo, sia il gioco di squadra. La
cosa che mi piace di più è confrontare la mia visione delle cose con
tutte le persone coinvolte in un lavoro per realizzarla.
Per "Notturno bus" abbiamo deciso con Arnaldo Catinari, il direttore
della fotografia, di muovere impercettibilmente la macchina da presa
con dei lenti carrelli per rendere instabile l'ambiente dove si muovono
i personaggi e comunicare appunto "inquietudine" allo spettatore che
segue le vicende tumultuose di Franz e Leila braccati dai "cattivi" e
dalla sorte. Abbiamo volutamente evitato la macchina a mano che avrebbe
accentuato troppo proprio questo lento e inesorabile scorrere delle
cose che volevamo comunicare.
Montaggi serrati, non scontati, tagli musicali, riutmici. Lo devi all'
esperienza con i videoclip?
Non lo so se deriva dai videoclip. Ogni storia che si racconta ha le
sue esigenze stilistiche e spesso i videoclip che ho realizzato non
erano montati in modo poi così serrato. In "Notturno bus" abbiamo
cercato di evitare virtuosismi visivi e di montaggio. Il film in
generale ha un ritmo sostenuto ma anche per esigenze di copione. L'
unica scena davvero montata in modo serrato è quella degli inseguimenti
tra i due autobus, montato in modo molto veloce da Marone. Avevamo
tanto di quel materiale girato che si poteva montare in tanti altri
modi diversi ma quello che alla fine ho scelto mi convince.
In alcune scene sembri avere citato Tarantino, forse perché i due
personaggi inventati da Rigosi, i due "cattivi", col proprio
"normalizzare" con cinismo violenza e torture ricordano proprio la
coppia Travolta e Samuel Jackson nel film Pulp Fiction.
Ami Tarantino? Quali sono i tuoi maestri?
Mi piace Tarantino, con "le iene" e "Pulp fiction" il cinema è
cambiato anche se non è il mio tipo ideale di cinema e non credo di
averlo troppo citato in "Notturno bus". Anzi sono andato a "togliere"
citazioni pulp. Il fatto per esempio di non mostrare nel dettaglio la
tortura che Garofano e Diolaiti (Pannofino e Citran) infliggono al
personaggio di Andrea (Ivan Franek) è stata una scelta che ho voluto
fare proprio per far lavorare l'immaginazione del pubblico, che è molto
più ardita e perversa di quello che un'immagine può mostrare.
Il mio regista preferito in assoluto è Kubrick ma dopo di lui ce ne
sono troppi per poterli citare tutti.
Come è nata la collaborazione di Daniele Silvestri alle musiche del
film? Prima ancora di partecipare a Sanremo Daniele aveva già puntato
sul tuo film ed ha voluto anche che tu realizzassi il suo video bus-
spaziale? Che c'azzecca Silvestri con Notturno Bus? La sua "stronza" è
riferibile al personaggio di Giovanna?
Sono davvero contento di questa collaborazione. Con Daniele Silvestri
ci conosciamo da molti anni, dai tempi in cui si frequentava a Roma "il
locale", io da semplice spettatore lui da cantante alle prime armi. Poi
ho realizzato molti backstage dei suoi videoclip e uno special in tour
con il suo gruppo alcuni anni fa. Negli anni ci siamo visti e
confrontati spesso. L'ho chiamato quando ho saputo che stava per uscire
con un nuovo cd e gli ho proposto di collaborare. Ha visto il film, gli
è subito piaciuto e abbiamo deciso, anche con il produttore del film,
Sandro Silvestri, di inserire due sue nuove canzoni: la bellissima "Mi
persi", di cui poi ho realizzato il videoclip, e "La paranza" che è
diventata subito un divertente tormentone.
La "stronza" del testo della canzone è sicuramente riferibile al
personaggio della Mezzogiorno, Leila, sintetizzando quello che il
personaggio di Mastandrea, Franz, pensa di lei in un momento di
contrasto amoroso tra loro due.
Nella fiction per la Tv che stai dirigendo "Due cuori e un delitto" le
esperienze d'azione di Notturno Bus ti saranno utili? Riuscirai a
portare movimento anche nella fiction, settore solitamente riservato
al pubblico più pantofolaio della TV?
Dopo aver esordito con "Craj" nel documentario, con "Nottuno bus" nel
cinema di finzione ora esordisco nella regia di una fiction televisiva.
Una nuova esperienza che mi sta divertendo anche perché lavoro con una
troupe e un cast di miei coetanei nonostante il pubblico cui è mirato
sia quello ampio della prima serata di Raiuno. E' un progetto che Rai
Fiction e i produttori, Roberta Manfredi e Alberto Simone hanno voluto
affidarmi rompendo un po' le consuetudini, e ho accettato molto
volentieri. Anche perché c'è la possibilità di girare in pellicola, con
attori bravi e sceneggiature ben scritte. Non c'è molta azione come in
"Notturno bus" ma molti delitti da raccontare e le armosfere della
provincia toscana, dove i film sono ambientati, sono stimolanti da
girare.
Una volta i registi di cinema erano preoccupati che fare Tv, potesse
apparire quasi un ripiego un punto di arresto nella carriera di un
regista cinematografico. Oggi cosa è cambiato?
Non mi spaventa la televisione in generale, anzi. Tutto dipende da
come si usa il mezzo televisivo che ha un potenziale enorme anche di
servizio civico troppo spesso inespresso. Personalemente amo ciò che
reputo essere di "qualità" secondo il mio gusto. La cosa che mi
interessa di più individuare in un progetto è la buona o la cattiva
fede che c'è nelle persone con cui decido poi di collaborare. Se c'è
buona fede, onestà e ottima compagnia diventa un piacere lavorare. Come
in questo caso.