Ennesimo film sul viaggio, Last minute Marocco analizza la fase adolescenziale della scoperta e dei primi amori cercati e vissuti in terra straniera, sullo sfondo di luoghi esotici che sembrano affascinare sempre di più grandi e piccoli e, senza via di scampo, tutte le ultimissime produzioni di cinema nostrano. Prima la fuga dalla famiglia e dal mondo occidentale, inteso come tecnologia e ritmi frenetici, poi il tuffo nel Marocco, che tutto rappresenta nel film tranne che il paese attuale spaccato tra vecchie tradizioni e spinte verso nuove aperture. Piuttosto quello di Falaschi è il Marocco degli immancabili e affollati mercatini di tessuti colorati, delle tonalità calde dell’Africa, delle sterminate piantagioni di erba del Rif e del deserto roccioso, che vorrebbero suggerire le emozioni dei personaggi ma restituiscono solo i tratti di un paese laccato e poco credibilmente tranquillo da cartolina pubblicitaria.
La sceneggiatura, alla quale lavora anche il regista affiancando Carla Giulia Casalini, si fa carico di messaggi forti e problematiche complesse, che vanno ben oltre un semplice viaggetto tra amici. Tra le righe affiorano le diversità abissali tra le culture, la difficoltà di un dialogo tra genitori e figli, ma anche tra gli stessi genitori, il volto della giovane generazione moderna, spensierata e pronta a vivere la vita con leggerezza. Ed è con la stessa leggerezza che la pellicola affronta tutto questo, servendosi di dialoghi ironici.
Risulta gradevole lo sforzo del regista nel tentare una strada meno battuta per raccontare la storia: utilizza nelle riprese una continuità di spazi, suoni, azioni e luoghi così diversi, ma in qualche modo simili, che riflettono in fondo quello che fanno i due protagonisti, persi in due ricerche lontane ma nello stesso tempo simili. Intorno a loro ruota un cast eterogeneo e non del tutto trascurabile, che vede il nome del bravo Lorenzo Calducci, giovane speranza del cinema italiano, e quello della Cucinotta, “troppo mamma” e troppo preoccupata che, se non fosse deducibile dalle battute, non si direbbe affatto. Stupisce un po’ che Last minute Marocco sa stato riconosciuto di interesse educativo dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, anche sostenitore del progetto. È una pellicola fresca e a tratti divertente sì, ma rimane prevedibile e non riesce ad innalzarsi quando si fa carico di problematiche più profonde che forse non sempre si possono trattare con la stessa leggerezza.