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14.10.2006

Virzì non scalda la festa del cinema

La seconda giornata della Festa del cinema di Roma accoglie un po' freddamente "Io e Napoleone", il film di Paolo Virzì.
Il primo film italiano alla Festa del Cinema è una pellicola discontinua ma complessivamente riuscita, divertente e leggera (come nello stile di Virzi') senza essere vacua.
Tratto dall'omonimo romanzo di Ernesto Ferrero (Premio Strega nel 2000), "N" mette in scena il confronto generazionale e ideologico tra il giovane giacobino Martino Capucci (un bravo Elio Germano con parlata toscana, come l'ottimo Valerio Mastrandrea nella parte del fratello) e Napoleone, esiliato all'Elba. L'attore francese Danel Auteuil e' magistrale nel dipingere un ex tiranno orgoglioso ma apparentemente combattuto e persino pentito di tutto il sangue sparso, che si trucca allo specchio come una diva sul viale del tramonto e irretisce con la sua astuzia e il suo calcolato patetismo il giovane Capucci.
Il quale, deciso ad ucciderlo, mancherà l'occasione consentendo a Napoleone di fuggire e di spargere, con i 100 giorni, altro sangue. Il duello tra i due attori ruba la scena alla star più attesa, Monica Bellucci, interprete di una baronessa quarantenne dall'irresistibile parlata burina, ma relegata in un ruolo tutto sommato secondario. Ottimo tutto il cast, con i momenti più divertenti (sottolineati dalle risate convinte della sala) riservati a uno stralunato e sorprendente Massimo Ceccherini.
Il Napoleone di Virzì allude, anche esplicitamente, all'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Lo ha ammesso in conferenza stampa lo stesso regista ricordando che nel film "ci sono un paio di battute sul 'miracolo elbano', o sul 'mi consenta', che qualche richiamo lo hanno. Ho detto a Elio Germano (interprete del giovane dalle idee libertarie, ndr) di odiare Napoleone come lui odia Berlusconi. Mi pare che la cosa abbia funzionato".

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