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YAHOO 
20.07.2006
Quella strana coppia di buttafuori
tra cubiste e filosofia da discoteca
Ingessati nei loro completi scuri, lo sguardo disincantato di chi ne ha viste tante. Il mondo, i buttafuori, lo guardano da "fuori". "Bella faccia/brutta faccia": dal loro territorio, quei pochi metri di marciapiede davanti alla gloriosa discoteca Ufo, decidono le sorti di manager, dongiovanni, adolescenti, politici, perdigiorno, aspiranti divine. È un esperimento televisivo curioso quello che vede protagonista la coppia irresistibile formata da Valerio Mastandrea e Marco Giallini, buttafuori romani, stralunati, un po' filosofi un po' finti duri, nella nuova serie di RaiTre in onda da domani alle 20.30. Non una vera sit-com piuttosto una striscia dei fumetti, mini-racconti (otto puntate di mezzora) satirici. Un episodio, girato apposta per il web, si può vedere in esclusiva da oggi su Repubblica. it.
"La notte gira un sacco di gente strana" dice Mastandrea "c'è più tempo per pensare e i nostri eroi di tempo ne hanno parecchio. Non sono intelligentissimi, ma affrontano grandi temi, cercano di rispondere ai quesiti della vita". Così Giallini ha bisogno di restare solo quando apprende che è scomparsa Madre Teresa di Calcutta ("ormai da due anni" lo consola Mastandrea, spiegandogli che non c'è più neanche Pertini), e se si parla di politica, sono molto interessati al "partito degli indecisi". Le gaffe si sprecano ("Arriva Valeria Seno", annuncia Mastandrea al collega, usando il soprannome dato dall'amico a una cliente formosa che si chiama Tebaldi), ingenui e un po' sognatori, i buttafuori hanno come interlocutrice privilegiata la cubista colta (Chiara Gensini), studentessa di filosofia che per pagarsi gli studi lavora in discoteca. Poi c'è un boss che non si vede mai, ma di cui si sente la presenza, un barista lento, un dee jay capovolto, e il popolo della notte che si alterna agli anziani di pomeriggio. "'Sta serie è tutta una metafora" spiega Mastandrea "racconta la vita di due che, metaforicamente, lavorano alla porta: quindi un po' ai margini. E il locale stesso è la metafora di tante cose, sono i guardiani della commedia umana".
Scritta da Mattia Torre con Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico, che firma la regia, Buttafuori, prodotto da Wilder, racconta un mondo che Mastandrea, romano, 34 anni, conosce un po'. "Ma sì, il locale potrebbe essere uno di quelli al centro storico a Roma, dove capita un po' di tutto e dove passa il mondo. Con Marco c'è un grande feeling, siamo amici, ci siamo divertiti come pazzi, infatti certe situazioni comiche che si sono create girando, ce le siamo inventate lì per lì. Da spettatore è quello che vorrei vedere in televisione. Abbiamo caratteri diversi: Marco ha più esperienza ma è anche più fragile, mentre il mio personaggio è più esuberante ma tiene i piedi per terra. È forte l'idea di fondo, dividere la gente tra quelli che devono entrare o restare fuori, in base alle "belle facce". In fondo applicano i criteri di questa società: apparire, decidere, giudicare". Filosofia da discoteca dalle otto di sera alle 5 di mattina, dialoghi sui massimi sistemi: "Sei felice?", "No". "Perché?", "Perché no". "Perché?" "Boh". C'è un gruppo di ragazzi che viene regolarmente respinto. "Perché non li fai entrare?" chiede Giallini. "Ho problemi con la gente" risponde Mastandrea.
Faccia da indiano, 43 anni, due figli, Rocco e Diego, Giallini ha fatto coppia con Mastandrea in tanti film. "Per questo nella serie ci troviamo benissimo, perché alla fine ridiamo delle stesse cose. A me sembra un esperimento diverso, sia per i temi che affronta che per il modo in cui è girato. I due buttafuori sfiorano la cultura. Sembrano anche acculturati in qualche esternazione, ma è un attimo. Io sono il maestro di Valerio, quasi un fratello grande. Ho una vita complicata, mia moglie mi ha lasciato, fa l'estetista, ci vedevamo solo la mattina". Nel cast dell'ultimo film di Paolo Sorrentino, "L'amico di famiglia", Giallini è protagonista della nuova serie della Rai "Medicina generale" di Renato De Maria con Andrea Di Stefano e Nicole Grimaudo.
Stagione piena anche per Mastandrea che ha girato con Giovanna Mezzogiorno ed Ennio Fantastichini "Notturno bus" di Davide Marengo, "Last minute Marocco" di Francesco Falaschi e "Napoleone" di Paolo Virzì che uscirà a novembre. "Il sogno è passare dietro la macchina da presa. Il film di Kim ce l'ha insegnato, un attore che fa un film non è reato... Ho parafrasato un coro da curva per darmi coraggio. Ho pudore a pensarmi come regista, però se uno ha qualcosa da raccontare è giusto che ci provi, no? Vorrei affrontare il tema della casa nel nostro paese, per fare una commedia dal sapore anni 50, avevo visto un'inchiesta bellissima di Riccardo Iacona su RaiTre. Ma prima girerò un corto sull'incontro tra un vecchio e un tiratore scelto della polizia di Stato". Il progetto che sta più a cuore all'idealista Mastandrea è un film sui precari. "Chi ha l'età mia, 34 anni, e lavora, deve chiedersi cosa succede alla "generazione precari". Sono privilegiato, ma a suo modo anche il lavoro che faccio non è tutelato. Il guaio è che si stanno preparando due generazioni di precari. Andrebbe documentato tutto".
ARTICOLI 2006
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