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03.06.2006

Notturno Bus, Ciak con Moretti

ROMA - A sorpresa, è arrivato anche Nanni Moretti, nella trasteverina Piazza San Cosimato a Roma, per l'ultimo ciak di Valerio Mastandrea e Giovanna Mezzogiorno in “Notturno Bus”, il noir tratto dal romanzo omonimo di Giampaolo Rigosi, che segna l’esordio nel cinema di fiction di Davide Marengo, già apprezzato regista del documentario “Craj” e candidato quest’anno ai Nastri d’Argento. La fine effettiva delle riprese, iniziate l’8 aprile, sarà verso metà giugno, in Polonia, ma la troupe e il cast, nel quale figurano, fra gli altri, anche Ennio Fantastichini, Roberto Citran, Antonio Catania, Francesco Pannofino, Ivan Franek, hanno approfittato dell’ultima scena che vedeva impegnati i due protagonisti, per anticipare i festeggiamenti di fine lavorazione.
Moretti rimasto sul set per pochi minuti, non ha perso l'occasione per scherzare con Mastandrea (“Ti ho visto dagli undici metri in “4-4-2”...”), e parlare con Marengo e i tecnici che subito l’hanno attorniato, e con cui, prima di andare via, ha posato per una foto di gruppo. L’atmosfera da gita scolastica, dopo il brindisi di rito (senz'alcool perchè sennò sembra porti sfortuna) è continuata, sotto l’occhio vigile del direttore della fotografia Arnaldo Catinari, con il ciak della sequenza che scorrerà durante i titoli di coda.
Vediamo le porte dell’autobus azzurro, al centro della storia, aprirsi e scendere uno dietro l’altro, regalando sorrisi più o meno timidi alla cinepresa, produttori, regista, attori, seguiti dal resto della troupe. La vicenda, trasportata, rispetto al libro, da Bologna a Roma, procedendo sul doppio binario del noir e della commedia surreale, ruota intorno all’incontro notturno fra Leila (Mezzogiorno), abile falsaria che entra in possesso, senza saperlo, di un prezioso microfilm, e Franz (Mastandrea) autista d’autobus con la passione delle carte e un grosso debito di gioco da saldare. La strana coppia, fra valige cariche di soldi e ricatti, dovrà vedersela con due killer.
“E' una storia che ho amato subito perchè mi offriva la possibilità di giocare contemporaneamente con più generi, soprattutto il noir, che è inesauribile per numero di chiavi di lettura” spiega Marengo.
Quale è la Roma che mostra nel film? “Quella metropolitana, priva di simboli, e forse per questo più bella e sorprendente”. Tra i motivi di grande fascino del racconto, il regista indica anche i due personaggi centrali: “Non posso pensare a interpreti migliori di Giovanna e Valerio per Leila e Franz, due solitari con il coraggio di mettersi in gioco e cambiare le loro vite”. Per Mastandrea, che considera Giovanna Mezzogiorno “una professionista straordinaria” l’unica vera difficoltà è stata diventare autista d’autobus: “Imparare a guidare il mezzo è stata più dura di quanto pensassi. Quando poi gli altri autisti mi hanno visto arrivare al corso necessario per il patentino, sono piovute battute su una mia possibile carriera alternativa a quella dell’attore”.

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