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IL MESSAGGERO 
27.11.2005
Premiato al festival "terzo millennio":Mastandrea e il corto Sociale "La regia è convergenza di idee"
ROMA - S’intitola 3,87 ed è il numero di vittime sul lavoro che ogni giorno si contano in Italia. Il primo “corto” girato da Valerio Mastandrea è una riflessione sociale e morale e il debutto alla regia dell’attore è di quelle che rimangono impresse per incisività e coraggio.
Il Festival “Tertio Millennio” l’ha premiato ieri sera con L’Rdc Award (il riconoscimento della “Rivista del Cinematografo”. In giuria il regista Eros Puglielli, il critico Luca Pellegrini e il critico giornalista Paolo Aleotti) per «la profonda sensibilità nel miscelare sogno e realtà, fisicità e spiritualità».
«Sono molto felice per questo riconoscimento» ci dice Mastandrea «e devo confessare che ci sono voluti tre, quattro anni perchè prendesse vita il cortometraggio che nasce da una sceneggiatura di Daniele Vicari. Poi è arrivato il momento magico, ho avuto a disposizione un cast di ottimi attori come Elio Germano, Jasmine Trinca, Marco Giallini ed è stato il primo ciak, ai Mercati generali. Sei giorni di riprese, una grande esperienza di vita».
In che senso?
«Ho capito quanto sia importante per il regista l’osmosi completa con l’interprete e quanto questa collaborazione possa arricchire un attore. La convergenza dei punti di vista, fondamentale».
E il contenuto?
«Affronto un tema drammatico: morire sul lavoro, oggi, è una delle cose più assurde che si possa immaginare. E nel film non manca anche un riferimento alla piaga del lavoro nero».
Qual’è lo stimolo per mettersi dietro la macchina da presa?
«La voglia di raccontare, concentrarsi su ciò che si vuole dire senza equlibrismi registici o effetti di macchina. Conta l’urgenza del messaggio e basta. Ogni film dovrebbe partire da questi presupposti».
Girerà un nuovo corto?
«Ne ho uno in mente, tratterà sempre un tema sociale».
ARTICOLI 2005
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