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09.10.2005

Una prova d’attore impegnativa superata, nella scorsa stagione, a pieni voti

Potremmo definirlo così "Migliore", lo spettacolo con Valerio Mastandrea, scritto e diretto da Mattia Torre, in scena da martedì all’Ambra Jovinelli.
Un monologo particolarmente intenso, una "stand comedy" che l’attore romano affronta da solo, in piedi su un palco pressoché nudo, e che porta avanti per un’ora e un quarto tutta d’un fiato. Già la scorsa stagione si era cimentato in questo spettacolo al Piccolo Jovinelli riscuotendo un buon successo di pubblico e di critica. "Se le cose andranno bene" aveva detto "l’anno prossimo vorremmo presentarlo all’Ambra Jovinelli". E così è stato.
"Migliore" racconta la storia di Alfredo, un ragazzo come tanti che lavora in un call center per titolari di carte di credito, un buono, un premuroso che accetta passivamente le angherie quotidiane dei vari clienti dalle grandi esigenze. Ma è un drammatico e casuale incidente a sconvolgere la sua vita: la morte di una signora disabile che lui tentava di aiutare per le scale. A questo punto la sua esistenza cambia. Giuridicamente viene assolto da ogni accusa, tuttavia continua a sentirsi colpevole e così cambia dentro, diventa "cattivo", stravolge il suo modo di porsi nei confronti degli altri e, inaspettatamente, il mondo gli apre le porte. Da quest’evento in poi infatti, comincia a crescere professionalmente e a superare le inibizioni e le sue tante paure.
"Questa storia dimostra che al giorno d’oggi" disse Mastandrea al suo debutto al Piccolo Jovinelli "quando una persona incomincia a pensare a se stesso e si rapporta alla collettività in maniera più aggressiva e con più ambizione, riceve quasi un riconoscimento da parte degli altri. È l’amaro messaggio di questo spettacolo". Uno spettacolo che comunque vuole essere e rimane una commedia il cui successo va a suggellare la collaborazione di Mastandrea con Mattia Torre, uno degli autori più brillanti della nuova generazione. Fu proprio Torre lo scorso anno a chiedergli di lavorare a questo progetto che aveva nel cassetto e a cucirgli addosso il personaggio. Del resto questo monologo è un unicum narrativo che cresce in una continua tensione, una prova professionale impegnativa. Prova che ha richiesto all’attore romano anche un grande sforzo mnemonico e interpretativo per entrare nella parte, vestire appieno i panni di Alfredo.
Un grande passo in avanti dunque dal personaggio Mastandrea nato in Tv nel ‘91 da Costanzo. Ora è un attore di successo. Ha appena girato con Nanni Moretti "Il caimano" e sta girando in questi giorni il film di Virzì dal titolo "N". Tanto cinema dunque, ma senza dimenticare il teatro: dopo l’Ambra Jovinelli "Migliore" girerà l'Italia.

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