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04.08.2005

Virzì: "Il mio Napoleone senza potere"

Paolo Virzì comincerà girare a fine agosto sull'Isola d'Elba e in Toscana «N.», il suo nuovo film interpretato da Daniel Auteuil e Monica Bellucci accanto all'emergente Elio Germano, liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Ernesto Ferrero (Premio Strega 2000) e sceneggiato da un veterano come Furio Scarpelli con suo figlio Giacomo, Francesco Bruni e lo stesso regista.
Prodotto da Cattleya con Medusa e partner francesi e spagnoli e interpretato in brevi ruoli anche da Valerio Mastandrea e Sabina Impacciatore il film aspira a essere secondo Virzì «un'allegoria contro il potere messa in scena con uno spirito di operina comica e di commedia toscana irriverente - ma anche sentimentale - e qualche ambizione di racconto filosofico».
Racconterà, infatti, una vicenda ambientata nel 1814, quando un Napoleone grassoccio, spaventato e spogliato del suo immenso potere (Auteuil) sbarcato in esilio sull'Isola d'Elba cerca un letterato che si occupi della sua biblioteca e gli faccia da scrivano e lo individua nel timido maestrino e aspirante poeta Martino Acquabona (Germano), ignorando che il ragazzo coltiva da tempo ideali giacobini, lo odia e vuole ucciderlo. Il caustico autore toscano darà una rilettura ironico-patetica di sua maestà imperiale in fase di declino, mostrando un uomo onnipotente che diventa di colpo impotente attraverso la figura di una sorta di fanfarone che fa un po' pena e un po' ridere ma suscita anche una specie di irresistibile attrazione.
«Sarà un sovrano deluso e stanco che - forse anche perché ne ha intuito l'ostilità - cercherà di conquistare la simpatia del bibliotecario. Costui da anni si interrogava sull'enigma Napoleone e ora potrà osservarne da vicino tormenti e manie diventandone testimone», spiega Virzì.
Il regista si dice particolarmente colpito dalla divertita autoironia con cui sin dalle prove Monica Bellucci stia affrontando in questi giorni il suo personaggio sfoggiando un buffo accento umbro che le fa ritrovare le proprie origini. «Monica interpreta la matura amante del giovane Martino, la baronessa Emilia Speziani Torralta, sposata con un anziano aristocratico filoborbonico, proprietario di ville e poderi a Porto Longone, (l'odierna Porto Ferraio): è una quarantenne che si sente già avviata verso il declino, intuisce che la sua storia d'amore con il giovane di cui è follemente invaghita potrebbe finire da un momento all'altro e vive con lui un rapporto tormentato, reso ridicolo dalla differenza d'età e dal fatto che il ragazzo non vede l'ora di liberarsene», conclude con un delle sue proverbiali risate Virzì.

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