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IL TEMPO 
09.08.2005
Manetti: "Dopo il trash adesso facciamon film serio"
Da qualche settimana, la cabina di un ascensore affollato da stravaganti personaggi, è apparsa d'improvviso nella palestra della scuola elementare Mathma Gandhi di San Basilio, a Roma. Così, grazie alle vacanze estive, dall'11 luglio scorso la scuola si è trasformata nel set di «Piano 17», nuovo film dei Manetti Bros. (alias Marco e Antonio Manetti) che, dopo alcuni video clip sulle canzoni del Piotta, il trash-horror «Zora la Vampira» - prodotto e interpretato da Carlo Verdone nel 2000 - e 4 telefilm su «L’Ispettore Coliandro», tornano di nuovo sul grande schermo con precise intenzioni e idee chiare.
Il film, coprodotto dai Manetti Bros. con Moviemax, interpretato da Giampaolo Morelli, Elisabetta Rocchetti, Massimo Ghini, Enrico Silvestrin, Giuseppe Soleri e Valerio Mastandrea - pronto a partecipare ormai a qualsiasi lavoro firmato dai Manetti, anche se con la dicitura della «amichevole partecipazione» - è ispirato agli action movie di Michael Mann (regista di «Collateral») e dovrebbe essere da novembre nelle sale. La storia è quella di una rapina, aggravata dalle gelosie nate tra i banditi. Un rapinatore, travestito da addetto alle pulizie, nel sistemare un ordigno esplosivo in una banca con l'obiettivo di distruggere dei documenti scomodi, resta bloccato in ascensore perché viene a sapere che uno dei suoi complici lo ha tradito per invidia.
«La pellicola è stata realizzata a bassissimo costo - hanno spiegato i due fratelli registi - Quasi tutti coloro che hanno partecipato alla produzione hanno investito del denaro proprio, per un budget complessivo di circa 70 mila euro. Ognuno di noi ha rinunciato a qualsiasi forma di compenso, anche per realizzare un film in totale libertà, senza alcuna costrizione, nè obblighi, se non quello di divertirsi, sperando di divertire pure il pubblico e magari d'incassare al botteghino. «Certo, non è questa la soluzione alla crisi del cinema italiano - ha sottolineato Marco Manetti - Noi possiamo permetterci di "giocare" per cinque settimane, più un paio di weekend, solo perché abbiamo altri introiti. In ogni caso, il contenimento dei costi dovrebbe essere un obiettivo fisso per chiunque lavori nel cinema: è assurdo sperperare soldi senza senza curarsi degli incassi dei film. È stata di Giampaolo Morelli l'idea dei tre personaggi chiusi in ascensore con una bomba che sta per esplodere, un'ambientazione perfetta per un film a basso costo, girato in digitale. Mio fratello ed io abbiamo poi adattato come background un racconto giallo che avevamo scritto anni fa. Tutto questo ha complicato le esigenze sceniche, ma ha completato la realizzazione di una storia decisamente appassionante».
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