VALERIO MASTANDREA - sito non ufficiale www.valeriomastandrea.com  
ARTICOLI 2005
QUICK MENU':
MAIN MENU':
  INTRO
  CINEMA
  CORTI
  TEATRO
  MUSICA
  LETTURE
  SPOT
  DVD
  PREMI
  VIDEO
  LINK
  CREDITI

   ROMA ONE   

05.2005

L'Orizzonte degli eventi

La Semaine de la Critique, prestigiosa sezione parallela al concorso di Cannes ospita l'opera seconda di un promettente regista italiano Daniele Vicari. L'autore di 'Velocita' Massima' con protagonista Valerio Mastandrea è sulla Croisette per presentare il suo film e lo fa a modo suo, in una tranquilla chiacchierata allo Spazio Italia di Cannes, ovviamente con l'inseparabile Valerio, ormai un vero e proprio attore feticcio.
A dispetto di un film molto profondo e complesso la trama di 'L'orizzonte degli eventi' e' semplice: Max, fisico nucleare, lavora ad un importante esperimento nel laboratorio di Fisica del Gran Sasso. E' l'occasione della vita, con lui c'è Anais, una fisica francese con la quale ha una relazione sentimentale. Anais è innamorata, ma lucida e critica nei suoi confronti al punto da non esitare a metterlo con le spalle al muro quando si accorge che lui ha modificato i risultati dell'esperimento. Max perde tutto, la sua reazione è violenta e drammatica e improvvisamente si ritrova catapultato sulla superficie della montagna dove la natura è ancora dura e aspra e i pochi esseri umani che la popolano conducono un'esistenza muta e dura come le pietre. L'incontro con Bajram, un giovane pastore albanese, lo costringe finalmente ad un confronto con se stesso, confronto che probabilmente non avverra' mai totalmente.
"Il cuore tecnologico della montagna e il paesaggio arcaico della vita dei pastori in superficie mi sembravano una buona allegoria della vita a strato che caratterizza in nostro mondo globalizzato" racconta Vicari.
"La crisi del mio protagonista" prosegue il regista "nasce dal fatto che l'intellettuale che cerca di capire l'universo si perde nel capire quello che gli sta attorno e vive cosi' in una perenne ambiguita' esistenziale sul presente".
Il film di Vicari nasce da un precedente lavoro, il documentario 'Uomini e Lupi' un ritratto amaro della pastorizia in Abruzzo, con largo impiego di veri e proprio 'schiavi' reclutati in Macedonia, Montenegro, Albania.
"Valerio" aggiunge Vicari "mi e' sembrato subito l'unico capace di interpretare Max, vista la sua capacita' di sintetizzare le emozioni, che non e' semplice da trovare negli attori italiani; abbiamo intervistato a piu' riprese il personaggio, e questa cosa anche in una fase avanzata delle riprese ha permesso di trattare tutta la sceneggiatura e i dialoghi sulla recitazione di Valerio".
Mastandrea dimostra di apprezzare: "Dopo il film sono entrato in analisi... Scherzi a a parte, aver girato con Daniele, dopo la splendida esperienza di 'Velocita' massima', mi ha permesso di fare un passo in piu' nella professione di attore, fuggendo alla definizione di artista omologato, ma cercando di essere sdoganato, finalmente riconosciuto in grado di fare cose diverse... Bene o male che sia, non dite che non ci ho provato..."
L'attore romano e' stato folgorato dal personaggio perche' " E' come una matrioska, ha tanto dentro eppure non riesce a scardinare quella piu' grossa, non lascia entrare nulla, fino a quando la sua vita cambia, si trova finalmente all'aria aperta e riesce a far crepare il guscio, anche se poi il processo non avviene mai definitivamente e lui torna ad essere di quelli che costruiscono la loro felicita' anche a costo dell'infelicita' degli altri"
L'ultima parola spetta di diritto a Domenico Procacci, patron della Fandango che produce un gran bel cinema, purtroppo non sempre facile da sostenere: "Questo film e' una seconda prova da regista, ed e' alla Semine, lo scorso anno Paolo" Sorrentino ndr. "era in concorso sempre al secondo film, ha appena ricevuto una marea di David, speriamo che al pubblico piaccia ancora questo cinema, perche' su certi film noi lavoriamo solo per questo, sembra una missione...". Come non essere d'accordo?

ARTICOLI 2005