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06.09.2004

Una stagione meravigiosa ed agghiacciante

In questa 61a edizione della Mostra così eccentrica e piena di belli e impossibili, la presenza di un attore come Valerio Mastandrea, timido e riservato, ci ha invogliati a fare una chiacchierata con lui, così da far conoscere a tutti i nostri lettori la sua genuinità e simpatia.
Valerio nasce artisticamente nel 1994 attraverso varie apparizioni televisive, ma solo dopo l’incontro con Vera Gemma, decide di diventare un attore. Da allora si divide tra cinema e teatro rispettando sempre la propria filosofia di fare solo le cose che si sente di fare. Svolge il suo lavoro con motivazioni precise che prescindono dall’essere se stesso sullo schermo.
In breve tempo vince il Pardo di Bronzo come miglior attore al Festival di Locarno e la Grolla d'Oro come miglior attore per il film Tutti giù per terra, e grazie soprattutto alla sua interpretazione, La lettera è stato premiato come miglior corto italiano al Festival Internazionale Cinema Giovani 1997 e ai Nastri d’Argento 1998. Nelle sale sono stati numerosi i commenti per Lavorare con lentezza, il film in concorso diretto da Guido Chiesa, presentato quest’anno alla Mostra, che vede Valerio come protagonista. Un film con una grande compattezza e profondità di dialogo invita tutti a lavorare meno, l’opposto, in pratica, di quello che è successo negli ultimi 25 anni.

Valerio hai sempre dichiarato di utilizzare una non-tecnica di interpretazione. In che modo ti sei preparato per questo personaggio?
"Piano piano sono entrato nella consapevolezza che mi facesse ammettere che non sono un attore molto tecnico, in realtà c’è una tecnica non basata su un qualcosa di studiato ma è un fatto di autoriferimento. Per affrontare il ruolo di tenente dei carabinieri ho fatto un lavoro lungo con Guido di ricerca, di motivazioni. Gli abbiamo costruito una vita vera e propria, parlando tanto, non solo di lui ma anche del tipo di approccio che lui avrebbe dovuto avere all’interno del film. È stato un lavoro utile e che in genero cerco di fare ogni volta che mi viene proposta l’interpretazione di un nuovo personaggio".
Perchè hai deciso di accettare questo film? Cosa hai pensato quando hai letto la sceneggiatura di Lavorare con lentezza?
"Mi sembrava un film molto pulito. Parlare di una stagione così critica strumentalizzata, ma piena anche di cose meravigliose oltre quelle agghiaccianti. Io ho fatto sempre cose che mi sembrava giusto fare e questo è un film giusto". Secondo te la fantasia ucciderà il potere?
"Si credo di si, in futuro sarà così".

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