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07.04.2004

Incontro con Alex Infascelli e il cast de "Il siero della vanità"

Domanda: Hai pensato a qualche personaggio televisivo in particolare quando ai scritto questi personaggi?
Alex Infascelli: Questo film è un frullatore di personaggi televisivi , sceglierne solo alcuni sarebbe stato riduttivo, non volevo creare dei totem. Ci sono tutti.
D: Come reagirai quando i tuoi attori andranno in quei programmi che dileggi con tanta ironia, a promuovere il film?
AI: Credo sarà divertente vederli incastonati in quel quadratino. Mentre preparavo il film mi sono chiesto se sarebbe stato giusto partecipare al circo dell'uscita del film, e mi sono risposto di si. Questo non vuole essere un film superiore alla televisione, ma è alla pari, tanto che spesso ne usa il linguaggio. Non credo neanche che sia un film ironico, anzi è privo di ironia, quello che si vede è la dura realtà.
D: Benché il periodo in cui il film è ambientato sia chiaramente individuabile, mi sembra che sia stata da parte tua una volontà di mostrare una tv, non proprio contemporanea, ma piuttosto un po' fuori dal tempo...
AI: Non sono d'accordo, anzi credo che la tv che si vede nel film sia assolutamente contemporanea. La televisione italiana è sempre stata un po' fuori dal tempo: negli anni '90 aveva il sapore degli anni '80 e nel 2000 quello degli anni '90. Mi sembra che quella che ho mostrato anche per quanto riguarda i colori, le scenografie, gli argomenti sia molto simile alla televisione che vediamo oggi.
D: Una domanda per gli attori: vi è piaciuto il vostro personaggio e vi siete ispirati a qualcuno in particolare?
Francesca Neri: Ho trovato molto divertente interpretare un personaggio tanto diverso da me e ho cercato di ispirarmi più alla televisione americana che a quella italiana. Credo che benché noi ci lamentiamo spesso della nostra tv, in America sia peggio. Un personaggio come il mio in Italia non esiste ancora, per fortuna.
Margherita Buy: Io, naturalmente, non mi sono ispirata a nessuno. E si, mi sono divertita.
AI: Posso chiederti che cosa hai pensato sinceramente quando ti ho portato il copione?
MB: Ho pensato che era un bel personaggio e che dovevo interpretarlo al meglio. Del resto è stato interessante interpretare una donna molto diversa da me, una donna rabbiosa, orrida, 'zoppa'. È stato difficile, essendo tanto caratterizzata, non renderla una macchietta. E dal punto di vista fisico è stato molto faticoso.
Valerio Mastandrea: Io e Alex ci siamo conosciuti l'anno scorso a Sanremo, perché entrambi, non so perché, eravamo stati chiamati per la giuria e abbiamo accettato, per soldi. Ci siamo trovati così a vivere per alcuni giorni sempre insieme e in quella occasione io ho detto ad Alex che mi avrebbe fatto piacere interpretare quel personaggio. All'inizio lui era restio, perché non voleva che fosse 'troppo romano', allora gli ho chiesto di farmi un provino. L'ho fatto e gli è piaciuto. Il personaggio che interpreto è un cialtrone vero, per questo interessante. Personalmente credo che la cosa che fa più paura della televisione è che a certe persone, come il mio personaggio, più fare anche molto male.
Barbora Bobulova: Per me questo film è stato una sfida, perché Alex non mi ha nascosto che molta gente non credeva che io potessi interpretare quel personaggio. È stato piuttosto difficile interpretare una ragazza con problemi di dipendenza dalle droghe perché non ne ho mai fatto uso, così mi sono ispirata a film come "Amore tossico" e "Christiane F. noi i ragazzi dello zoo di Berlino".
Maddalena Maggi: Per me è stato davvero molto divetente. Benché il mio sia un personaggio molto piccolo girare questo film è stata una sorta di circo e l'idea della trasformazione costante per me è stata veramente una gioia, una di quelle cose che ti fanno tornare la passione per il tuo lavoro. Ad un certo punto nel film, Adriana Faranda compare nel Talk show, com'è nata questa idea?
AI: Adriana è la mamma della mia migliore amica e in questi anni l'ho conosciuta profondamente. Avevo già pensato di introdurre personaggi della vita reale nella TV e ho trovato fosse interessante inserire un personaggio ufficialmente ritenuto 'pericoloso'.
Vorrei un tuo commento sulla sequenza finale, nella quale Margherita Buy dovrebbe rompere il vetro ma non lo fa.
AI: Anche lei si ferma a guardare la Tv, non cambia canale, non rompe il vetro. È difficile resistere alla tentazione. D: Puoi dirci qualcosa in più sul contributo di Morgan alla colonna sonora?
AI: Morgan, o forse dovrei dire «l'Onorevole Morgan», ha lavorato a progetto sonoro del film. Volevo che noi due lavorassimo insieme perché anch'io sono un musicista. Ci siamo trovati molto bene per una serie di affinità di gusti. Volevo lavorare sulle immagini, credo che il sonoro sia uno degli aspetti fondamentali della riuscita di un film. Non volevo che la musica fosse un commento classico né che ci fossero canzoni singole. Per quanto riguarda i suoni sintetici che abbiamo utilizzato, credo che essi fossero indispensabili per raccontare un argomento altrettanto sintetico.

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