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Volto ormai noto e indiscussa autorità di un preciso filone giovane e indipendente del panorama cinematografico italiano, Valerio Mastandrea è uno dei protagonisti di "Velocità Massima", pellicola d'esordio di Daniele Vicari, in concorso alla Mostra del cinema di Venezia. "Il film racconta un mondo ricco, vasto e tanto metaforico, che spesso noi tutti diamo per scontato, è una storia che comprendo poco alla volta, proprio mentre lo giriamo, e che ha una forte identità; un mondo che ti supera 'a tre piotte all'ora', cosa che non può essere condivisa, ma che esiste." -Chi sono i protagonisti di questa storia ? "I ragazzi che popolano questo mondo non sono bene identificabili, certo non provengono dalle classi più agiate, ma non hanno dei caratteri perfettamente riconoscibili, Stefano, il mio personaggio, è uno di questi, un sognatore che desidera ardentemente questo mondo, un ragazzo d'immagine di facciata, lui parla molto e concretizza poco" -Si dice che Valerio Mastandrea avesse perso gli stimoli nei confronti del cinema, e che questo film invece li ha ringiovaniti… "Non li avevo persi, diciamo che andavano appunto rinnovati, è bastato cambiare il vestito, l'immagine, film come 'Ultimo stadio', esperimento metafilmico al quale ho voluto partecipare, e questo di Daniele sicuramente molto interessante dal punto di vista recitativo, hanno rinvigorito la mia carriera. Poi un elogio particolare va allo stesso regista, che venendo dai documentari ha un occhio differente rispetto a un autore classico e impostato, e anche questo fattore è stato particolarmente interessante e stimolante". |