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IL MESSAGGERO 
19.04.2002
Io sincero fino all'ultimo stadio
ROMA - «Non so quale ruolo mi si addica di più, comico o drammatico va bene lo stesso. Unico elemento indispensabile è la sincerità del personaggio», dice Valerio Mastandrea uno dei protagonisti di Ultimo stadio, film diretto da Ivano De Matteo nelle sale dal 23 aprile.
Valerio, con Rolando Ravello, Victoria Larchenko e Franco Nero, è l’interprete di questo ritratto dolce-amaro dei rapporti che legano i vari personaggi: un padre e un figlio, un uomo e una donna, due fratelli. «È un film anomalo - dice Mastandrea - perché scava nell’intimo di ciascuno dei protagonisti. La scusa è quella di una partita di Coppa Campioni che viene trasmessa in tv. I dialoghi sono intensi e alla fine viene fuori un mosaico pieno di sfumature. Posso dire, senza ombra di dubbio, che quest’opera è un pugno nello stomaco per chi non ama mettersi in discussione e una boccata d’aria per chi invece adora le critiche positive».
L’attore, a ottobre, sarà anche in televisione su Canale 5 con un tv movie dal titolo "spiazzante", Gli insoliti ignoti. Spiazzante perché è facile identificarlo come parodistico remake dell’intramontabile I soliti ignoti di Mario Monicelli. «Non è giusto confondere. Non è possibile - puntualizza Mastandrea - scimmiottare un film di così grande levatura. Sarebbe davvero blasfemo. Marco Giallini, l’altro interprete, e io eravamo contrari al titolo scelto, Gli insoliti ignoti, ma non abbiamo potuto fare nulla per farlo cambiare». La storia diretta da Antonello Grimaldi è quella di alcuni amici un po’ pazzi. «Io sono un elettricista, sposato con Carlotta Natoli e padre di un bambino di otto anni. La vita è quella che è. Ci vogliono sempre più soldi per vivere e così il mio personaggio con alcuni coetanei decide di rimpinguare il conto in banca realizzando un “colpo grosso". Quale? Potrebbe scegliere fra il “superenalotto" e il furto di un Van Gogh. Lui e gli altri optano per la seconda soluzione». Mastandrea, però non vuole dire altro anche se spiega che il tv movie, se gli ascolti saranno quelli che Mediaset si aspetta, potrebbe essere trasformato in un serial.
E in futuro? «Vorrei fare tante cose. Sto leggendo dei copioni. Mi piacerebbe interpretare una commedia, ma la vedo dura. Il cinema italiano, secondo me, non sta vivendo, dal punto di vista creativo, un momento roseo come dicono tutti».
ARTICOLI 2002
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