"Ultimo stadio": Franco Neroin campo per un neo regista
ROMA - Un tranquillo mercoledì di paura. Complice una superfinale di Coppa Campioni, i destini di quattro famiglie trasteverine s’intrecciano, si sfiorano, si scontrano nel film Ultimo stadio dell’esordiente Ivano De Matteo ancora in lavorazione. Uscita prevista in sala il prossimo febbraio.
Piccolo, vulcanico, cresciuto a pane e calcio nella sua Trastevere, De Matteo, dopo una lunga gavetta teatrale, si era già fatto notare l’anno scorso con il documentario Mentalità ultras andato in onda l’anno scorso per Sfide su Raitre.
Per il suo primo lungometraggio, ha scelto una storia corale (ben 44 personaggi), e un registro insolito (una commedia surreale dai toni crudi, a tratti cattivi). Nel cast volti noti come Franco Nero e Valerio Mastandrea.
«È un genialoide. Finora ho tenuto a battesimo dieci giovani registi e ho portato loro fortuna. Spero accada anche a Ivano, ha talento da vendere», ha dichiarato Franco Nero. Unico vip ad aver preso il tesserino da allenatore professionista a Coverciano, la passione per il calcio lo ha accompagnato tutta la vita. Quale ruolo migliore, dunque di un direttore di giornale, ossessionato dal calcio con un figlio scapestrato e indifferente al gioco più amato dagli italiani? «Il pallone è solo un pretesto narrativo, di calcio giocato se ne vede poco. L’infelicità è la vera protagonista. Queste quattro famiglie di diversa estrazione sociale sono allucinanti».
«Il calcio è una malattia in Italia, anche per me che vivo per la Magica. Qui interpreto un avvocato cinico che viene trascinato a forza allo stadio dal fratello», ha commentato Valerio Mastandrea. A far da collante tra le diverse storie la musica, con brani rap e jazz originali. Un film amaro, che si chiude all’Olimpico la notte della finale, con tutti i protagonisti che simbolicamente resteranno fuori dallo stadio.