Venezia applaude Dino Risi, emozionatissimo Leone d'Oro alla carriera, e si emoziona a sua volta per Velocità massima, film del debuttante Daniele Vicari interpretato da un ottimo Valerio Mastandrea, tornato sugli schermi con una prova convincente dopo un lungo periodo di assenza. Premiato da Monica Bellucci e Alessandro Gassman, l'ottantenne regista de Il sorpasso, proiettato in tarda mattinata, ha voluto dedicare il premio al pubblico («con cui ho sempre avuto un ottimo rapporto», ha detto) e ha ricordato con commozione e ironia Vittorio Gassman («Il miglior amico, gli ho voluto bene. All'inizio era antipatico, faceva Shakespeare, un rompimento»). In serata, l'inaspettato, lungo applauso per l'opera prima di un trentacinquenne che, fino ai tempi dell'università, non aveva mai messo piede in un cinema. Daniele Vicari ha stupito il pubblico della Mostra con un film che Tullio Kezich, dalle pagine del Corriere della Sera, ha definito «postpasoliniano, palpitante e riuscito al di là dei suoi difetti». Ambientato a Roma nel mondo delle corse d'auto clandestine, Velocità massima è la storia di due amici, interpretati dallo stesso Mastandrea e dal ventitreenne Cristiano Morroni, il cui rapporto viene messo in crisi dall'ingresso nelle loro vite di una enigmatica ragazza, che ha il volto di Alessia Barela. Girato a basso costo e utilizzando comparse reclutate nel vero mondo degli scommettitori, il film è l'ennesimo successo della Fandango di Domenico Procacci, il produttore de L'ultimo bacio di Gabriele Muccino. «Quando ho letto il copione ho capito che sarebbe stata l'occasione giusta per riprendere - ha detto il ritrovato Valerio Mastandrea - e ho ritrovato la strada di un cinema che sta crescendo». Dopo gli applausi del pubblico, sarà interessante conoscere il parere della giuria, che potrebbe riservare a Velocità massima e al cinema italiano una graditissima sorpresa.