Ospite d’eccezione al terzo circolo didattico di Rieti "Scuola elementare di Villa Reatina": arriva Valerio Mastandrea, l’attore romano che ha doppiato il successo al cinema con quello di Rugantino a teatro.
Davanti all’attore, ieri il terzo circolo didattico, in collaborazione con l'Unicef , ha presentato nella sala del cinema Moderno lo spettacolo "Il trenino azzurro" canzoni e passi di danza liberamente ispirati alla Freccia azzurra di Gianni Rodari. I canti ed i balletti sono stati presentati direttamente dai bambini dell'elementare di Villa reatina con la coreografia a cura di Marcella Vesseri e le musiche composte dal maestro Luciano Giuli.
Mastandrea, ma lei capita sempre più spesso da queste parti. E in più insieme a lei c’è di frequente Raul Bova: che cosa vi lega alla Sabina?
«Io e Raul veniamo spesso a Varco Sabino dove un nostro carissimo amico gestisce un agriturismo: qui veniamo sia per riposarci che per fare delle lunghe cavalcate, adoriamo questi posti dove c'è una natura integra e incontaminata, siete fortunati a viverci. Anche adesso ne ho approfittato per fare una galoppata lì a Varco, mica potevo farmi scappare un’occasione così. Raul poi è un appassionato di sci nautico e gli piace scappare da Roma e raggiungere in così poco tempo il lago del Salto dove può infilarsi subito in acqua. Certo che quel lago, con tutte quelle montagne intorno, è veramente stupendo».
Cosa è rimasto e cosa è cambiato del Valerio che entrò in punta di piedi al teatro Parioli ospite di Maurizio Costanzo?
«Dentro sono rimasto sempre lo stesso ma è ovvio che rispetto a dieci anni fa, quando cominciai, la mia vita ha avuto un cambiamento radicale».
Però sei rimasto sempre un po' timido: sembra quasi in imbarazzo di fronte alle tante ragazzine che oggi fuori dal teatro reatino reclamavano un tuo autografo.
«Mah , non so se la mia sia timidezza o qualche altra cosa, io mi sento uno normale».
Risulta che i giovanissimi, compresi quelli reatini, vadano poco al cinema.
«Sono d'accordo, l'assenza dei giovani dalle sale cinematografiche è preoccupante: davvero non riesco a darmene una ragione. In realtà non credo, come in tanti speravamo, che la situazione sia migliorata rispetto a qualche anno fa. Magari però c’è la speranza che in centri piccoli conme Rieti, dove mi hanno accolto con tanto calore, i giovani si avvicinino di nuovo ai film, soprattutto quelli interpretati dagli attori italiani e non solo alle grandi produzioni straniere».
Valerio Mastandrea ora è circondato da centinaia di ragazzine urlanti, ma deve salire sul palco. Che fa, non sale?
«No, mi aiuti, per favore, mo’ che je dico a questi qua. Ahò, ma stanno davero tutti aspettà a me che dico quarcosa?»
Certo, che altro se no?
«Mamma mia era mejo se me preparavo».