Roma- La vita, la famiglia, l'amicizia, l'amore ai tempi del terremoto. Perché quando la Terra trema, come è accaduto nel '97 in Umbria, tutto viene messo in discussione: la sicurezza delle pareti domestiche, la routine della scuola o del lavoro, le abitudini che sembravano certezze indistruttibili. E' in questo modo molto intimista - volutamente lontano dalla denuncia sociale - che Francesca Archibugi racconta, nel suo ultimo film "Domani" (in uscita nelle sale), gli effetti del sisma che nel '97 mise in ginocchio una fetta di Centroitalia.
Interpretato da una decina di attori principali, con una narrazione molto corale, la pellicola racconta come l'immaginario e florido paesino turistico di Cacchiano Umbro, rinomato per un affresco del Beato Angelico e per il salame prodotto da un'azienda locale, viene sconvolto dal sisma. Fuggito (o quasi) il sindaco, a gestire l'emergenza è Paolo Zerenghi (Marco Baliani), che per farlo trascura la moglie (Ornella Muti) e i due figli. Ma anche altre esistenze muteranno radicalmente, e non solo a causa dell'inevitabile trasferimento nei container: quella del trentenne Giovanni Moccia (un Valerio Mastandrea in un ruolo inedito rispetto alle sue corde abituale), di sua madre malata (Ilaria Occhini), di una professoressa sfortunata in amore (Patrizia Piccinini), di due ragazzine tra loro inseparabili, di un restauratore inglese in crisi coniugale.
E dunque si tratta di una storia di persone, sulla fragilità o la forza dei legami affettivi, come è nella corde della regista di "Mignon è partita", "Il grande cocomero", "L'albero delle pere". "L'idea di girare un film sul terremoto - racconta la Archibugi alla presentazione della pellicola, oggi a Roma - mi è venuta quando un insegnante di Nocera Umbra mi ha invitato a presentare il suo libro, basato sui temi sul sisma scritti dai suoi allievi". Da qui il desiderio "non di parlare di cosa hanno fatto di male i governanti, ma la circostanza che quando un singolo, o una comunità, ricevono un colpo così forte, finiscono per sprigionare un'incredibile vitalità".
Ma dal film comunque emergono, in maniera realistica, gli effetti devastanti del terremoto anche sul piano naturale, e su quello politico. A raccontare con efficacia la forza distruttrice della scossa è la prima scena di "Domani": "Per girarla sono andata a scuola di effetti speciali", racconta Archibugi. Mentre in altri momenti della pellicola vengono mostrate alcune disfunzioni tipiche, nella gestione dell'emergenza: ad esempio, l'inutile gara di solidarietà che porta nel paese, abitato tutto da gente benestante e con meno di 50 residenti bambini, un camion con 1.500 bambole Barbie; o il linciaggio a colpi di fette di salame in faccia contro il ministro dei Beni culturali (un "cameo" del regista Paolo Taviani), venuto a vedere i danni subiti dal dipinto del Beato Angelico.
E gli attori? Ornella Muti sostiene di avere amato molto il personaggio, "con lei ho in comune l'amore per la famiglia, e la volontà di proteggerne a tutti i costi gli equilibri"; mentre Mastandrea ammette che per lui recitare un ruolo "con delle dinamiche 'toste', pesanti, è stato difficile". Per tutti, come da prassi, Archibugi ha parole di riconoscenza: "Hanno accettato di girare in condizioni difficili, a lungo, con temperature fino a meno 13 gradi sotto zero".