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IL MESSAGGERO 
07.02.2000
Sabrina e Valerio, che notti: magiche come per l'Italia
ROMA — Sabrina sfolgorante di raso rosso nel costume di fine primo atto. Protagonista femminile del Rugantino di Garinei e Giovannini in scena al Sistina, entra come una folata calda nel camerino con addosso i vestiti di Rosetta, la bella romana concupita da tutti e innamorata solo del ragazzaccio che dà titolo al musical.
E lui, Rugantino, al secolo Valerio Mastandrea, la segue per confrontare, nei minuti dell’intervallo, qualche opinione sulla notti di vela che appassionano gli italiani. «Io non ce la faccio ad aspettare i collegamenti notturni - dice lui - mi addormento proprio. Recupero il giorno dopo. Guardo le repliche. Ma tanti stanno alzati, oppure mettono la sveglia al punto giusto per seguire in diretta cosa succede. Così mi sono sembrati strani, nei giorni scorsi, certi discorsi sulla vela e su Luna Rossa tipo: non è vera popolarità, non si tratta di uno sport effettivamente radicato nell’interesse degli italiani, troppio elitario, troppo snob. Credo ci siano solo da fare alcune distinzioni. Io, ad esempio, mi appassiono di fronte allo sforzo fisico, faccio il tifo per quelli che tirano le corde, manovrano a colpi di muscoli, si arrampicano su e giù... Non me ne frega proprio niente, cioè, di Bertelli e dei suoi miliardi, del ritorno di immagine, di questo tipo di cose. Sto dalla parte di chi lavora, immagino che tanti altri la pensino come me».
La Ferilli, più sistematica, più riflessiva, si crea invece le condizioni (e la voglia) di "aspettare" Luna Rossa dal vivo, indipendentemente dal fatto che i successi della nostra barca siano il frutto dell’azione congiunta fra uno sponsor potente e degli ottimi sportivi. «Recite pomeridiane a parte - dice - io lavoro sempre di sera, faccio tardi. Devo mangiare dopo lo spettacolo, arrivo a casa e non vado subito a dormire. In queste notti di Luna Rossa accendo la tv e mi appassiono alle imprese della nostra barca. Non è la vela il mio sport preferito, si sa.
Stasera mi incollerò alla televisione per vedere la mia Roma contro l’Inter. Ma non posso, come tutti gli italiani, non trovare bellissimo il lavoro che De Angelis e suoi uomini stanno facendo ormai da molte settimane. Quando atleti di casa nostra emergono fino a questo punto, calamitando sulle loro imprese l’attenzione mondiale, torna a galla quel concetto di "Italia" che sembra fuori moda e che invece, alla fin dei conti, ci unifica ancora attorno ai notri colori. Che si parli di calcio, di vela, di atletica, di pasta o di qualcos’altro, io tifo Italia sempre e comunque, sono orgogliosa del mio Paese e di coloro che lo portano in alto. Questa spinta - comune a quasi tutti gli italiani - fa sì che Luna Rossa, le sue vele, le strambate e le altre operazioni dal nome difficile diventino, assieme al timore che Cayard arrivi prima di noi, occasione di vera passione».
Mastandrea concorda sulla "questione Italia". «Ci si trova a tifare per la vela come per la nazionale di calcio». E quando Pietro Garinei, il gran patron, nonché ex-giornalista sportivo, irrompe chiedendo conto di certi termini specifici, Valerio risponde a tono: «Strambata è quello, bolina quell’altro, spinnaker è una vela, orzare è la tal manovra...». La Ferilli invece, prima di cambiare costume e affrontare il secondo tempo, perfeziona: «Le caratteristiche del cosiddetto villaggio globale sono tali da farci sentire un po’ onnipotenti. Una barca nostra che naviga nell’Atlantico sta per arrivare a una grande finale e noi l’abbiamo in casa, sia pure a tarda notte. Possiamo essere, anzi siamo, testimoni oculari, come gli addetti ai lavori e gli appassionati che stanno laggiù, in Nuova Zelanda. Cioè in un luogo che fino a non moltissimi anni fa sarebbe risultato l’altra parte del mondo e basta. L’estrema facilità delle comunicazioni è fondamentale per trasformare un interesse particolare in passione collettiva». Pochi minuti al sipario. Mastandrea è già tornato nel proprio camerino. La Ferilli sorride, fa scongiuri per i giallorossi. Butta lì: «Luna Rossa andrà anche più veloce. E forza Roma».
ARTICOLI 2000
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