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   IL MESSAGGERO   

10.09.1998

Battisti

Hanno detto GIANNI AGNELLI: «Era un uomo di grande popolarità». Il presidente onorario della Fiat ha commentato così, durante un seminario di Confindustria, la scomparsa del cantautore. E ha aggiunto: «Mi dispace molto».
CARLO VERDONE: «Un artista che, come i Beatles, conosceva la poetica degli accordi». L’attore ricorda Battisti come «un grande esponente della musica leggera. Non vedo all’orizzonte qualcuno capace di scrivere melodie, di unire suoni, testi, arrangiamenti».
MONICA VITTI: «Lucio è un personaggio irripetibile». L’attrice, che si dichiara addolorata, aggiunge: «Ha segnato un’epoca nel modo di cantare, di essere, di vivere».
FRANCO FERRAROTTI: «Era un po’ come oggi è Leonardo Di Caprio». Il sociologo spiega: «Gli ingredienti del mito ci sono tutti. Proprio come la star americana, aveva un faccino gentile, tenero, fatto apposta per essere amato dagli dei e dagli uomini. E il fatto che sia morto giovane completa il quadro».
PINO RAUTI: «Fu il riferimento delle generazioni giovanili del Msi». Il segretario nazionale del Movimento sociale-Fiamma tricolore non ha dubbi: «Era in contrapposizione ai cantautori che, negli anni Settanta, foraggiati dal sistema politico, avevano seminato i germi di tutti gli aspetti deteriori della odierna società».
VALERIO MASTANDREA: «Con Battisti non esiste più il vecchio e il giovane». Il giovane attore, dal Festival di Venezia commenta: «Lo ascoltano tutti, ha distrutto il concetto di generazione».
GIANNI RIVERA: «Era uno dei cantanti più gettonati nei ritiri delle squadre». L’ex calciatore ricorda anche: «Quando io giocavo era all’apice del successo».
LUCIO COLLETTI: «Confesso la mia totale ignoranza». Il filosofo dichiara che per lui Battisti resta uno dei tanti autori i cui nomi rimbalzano nelle cronache: «E’ il dramma delle generazioni che si succedono».
WALTER VELTRONI: «Le sue canzoni rimarranno, come tutte le cose che lasciano un segno». Il vicepresidente del Consiglio ha inviato un telegramma alla moglie di Battisti: «Cara signora, sapere che non c’è più provoca un grande, profondo dispiacere».
MASSIMO D’ALEMA: «Sue erano le colonne sonore dei nostri primi amori». Il leader Ds alla Festa nazionale dell’Unità si è soffermato a lungo sulla figura del cantautore: «La sua morte ha colpito tutta la mia generazione di cui è stato un grande poeta».
PIER LUIGI CELLI: «Ebbe il coraggio di abbandonare i riflettori». Il direttore generale della Rai ha affermato che Battisti «oltre all’eredità artistica lascia l’esempio di un uomo che ha avuto la forza di condurre una vita vera».

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