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10.09.1998

Il cinema di Venezia

VENEZIA - Rivelazioni. La star si svela antidivo, l'attrice vuole fare la regista, il giovane in carriera sceglie di essere "politically scorrect". Tre modi per smacherarsi e smascherare il presente in una Mostra delle sorprese che regala piccoli-grandi colpi di scena. George Clooney, il fuorilegge del film di Soderbergh Out of sight, che ha appena svestito i panni dell'ormai celebre medico della serie tv "E.R" (conclusasi negli Usa ma in Italia si vedrà ancora per un anno), bellezza irragiungibile, nuovo mito di latin-lover per nulla sprezzante, anzi anche simpatico, qui al Festival ha fatto opera di autodemolizione, rottamandosi senza pietà: «Se interpreterò James Bond? Figuriamoci, ho già distrutto il personaggio di Batman! Non credo proprio che mi chiameranno per 007» scherza ma non troppo mentre una marea di fan in delirio reclama autografi e flash privati. Lo credevate uno sciupafemmine? Lui si schermisce, cerca di dribblare la domanda "Come fa a conquistare le donne?" ma capisce che non può tacere: «Non vorrei dare una risposta che mi faccia fare la figura dell'imbecille - dice -. Corteggio le ragazze come ho sempre fatto prima di diventare attore, un vecchio metodo che non funziona sempre, visto che ho divorziato da mia moglie». Come le seduce? «Con l'alcol, le faccio ubriacare, giuro». E se gli chiedi: «Si sente un sex symbol?» lui ribatte «Così mi imbarazzate! Ogni mattina, quando mi alzo dal letto e vado davanti allo specchio mi tocco le braccia, il viso e sono felice di ritrovarmi. Semplicemente questo». Ma ha un debole: «Sì, mi piacerebbe lavorare con la Cucinotta, è vero, perchè ha talento. Lei è qui alla Mostra ma non so neanche se abbia voglia di incontrarmi». Niente male per uno che, parole sue, ha un solo idolo: Humphrey Bogart. Rivelazioni indirette anche dal maestro del noir, un Abel Ferrara stravolto come sempre, camicia stropicciata, stufo già dopo tre minuti di chiacchiere, che ha presentato ieri il suo New Rose Hotel. Le rubiamo a una solare, affascinante, allegra Asia Argento, protagonista del film: «Le scene di sesso del film? Abel non l'ha neanche viste, si vergognava, era terrorizzato per le mie reazioni. Durante il ciak sono rimasta sola con William Dafoe e l'operatore. Adoro Abel». Asia irrefrenabile: «Nessuno aveva accettato questo ruolo? Certo, perchè sono pochissime le attrici che hanno il coraggio di abbandonarsi davanti alla cinepresa, così come fanno nella vita. Vogliono far credere di essere tutte delle sante». Il cinema italiano soffre di conformismo? «Diciamo che manca di verità. Poca energia, tutti rilassati...nel cestino del pranzo da noi ci mettono il tavernello. Ragazzi, che tristezza!». E adesso l'Argento smania per fare la regista: «Ho una storia che vorrei girare da quando avevo sedici anni. Lo spunto me l'ha offerto il libro di Marcel Schwob, "I senza faccia". Durante una guerra qualsiasi, su uno sfondo raggelante, lercio, sinistro, una donna accoglie in casa due militari dal viso devastato e bendato. Non hanno nè occhi, nè bocca, nè lingua. E lei ha un unico desiderio: riempirli d'amore». Un cast ideale? «Proporrei un mio amico, Joe Coleman, pittore americano dal temperamento straordinario. E la donna potrei essere anch'io». L'altro protagonista della giornata, il Valerio Mastandrea dell'Odore della notte di Caligari, confessa: «Non rinnego il passato, ma adesso voglio fare film più impegnati, un cinema libero. Io non scappo in Francia come tanti attori di casa nostra e non voglio fare fiction tv perchè è un compromesso artistico troppo alto». Vuole rimediare a brutte esperienze: «Quali? Che esiste il cinema "giovane" troppo etichettato. Che certe operazioni sono buone solo sulla carta e che, è la verità, ci si può sacrificare anche per fare qualche soldo».

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