VALERIO MASTANDREA - sito non ufficiale www.valeriomastandrea.com  
ARTICOLI 1997
QUICK MENU':
MAIN MENU':
  INTRO
  CINEMA
  CORTI
  TEATRO
  MUSICA
  LETTURE
  SPOT
  DVD
  PREMI
  VIDEO
  LINK
  CREDITI

   HAL CINEMA   

1997

Tristone a me

Vincitore del Pardo d’oro al Festival di Locarno e della Grolla d’oro come migliore attore del 1997, all’età di soli venticinque anni il romano e romanista Valerio Mastandrea è una delle vere rivelazioni del cinema italiano.
Simpatico e disincantato, dopo aver esordito come opinionista sui generis al "Maurizio Costanzo Show" Valerio Mastandrea è diventato uno dei giovani attori più interessanti del cinema italiano. Etichettato da Giovanni Veronesi, che l’ha diretto nella sua ultima pellicola Viola bacia tutti, come "l’attore italiano cui fare riferimento da ora innanzi", Mastandrea sguscia come un’anguilla tra le tante definizioni che si vogliono dare di lui : da quella di "sex symbol" a "erede della comicità romana" .
In Viola bacia tutti interpreta Samuele, un giovane senza grandi prospettive, che durante un viaggio in camper con i due amici più cari vede rivoluzionare la propria esistenza dall'irruzione di Viola (Asia Argento), una ragazza vivace e vitale che coinvolge il gruppo in rocambolesche avventure destinate a lasciare in tutti un segno indelebile. Distaccato filosofo, nella vita di tutti i giorni Mastandrea non fa progetti per il futuro. Pensa a gestire il suo pub e dice che trascorrerà "un 1998 di riposo" .

Chi è Valerio Mastandrea quando recita?
"Faccio il mio lavoro in un modo e con motivazioni molto precise che prescindono dall’essere me stesso sullo schermo. Non recito mai quello che sono io e questa è la cosa fondamentale, anche se può sembrare paradossale. Certo, ci metto molto del mio, soprattutto per quanto riguarda l’interpretazione di certe sensazioni, però sono sempre qualcun altro. Qualcuno ha voluto appiccicarmi l’etichetta di "tristone" nella vita di tutti i giorni, mentre non ci si rende conto che chi fa l’attore, fa un lavoro che "lo spacca" e che lo porta ad avere una personalità più complessa di quanto possa apparire al cinema o sui giornali."
La cosa sorprendente è che tutti parlano di lei come di una vera e propria rivelazione e come di un attore eccezionale. Soprattutto il regista che l’ha lanciata, Davide Ferrario, è entusiasta del suo modo di recitare...
"Tutti giù per terra è stata una battaglia portata avanti da tutti quelli che ci hanno lavorato: da Ferrario fino all’ultimo macchinista. Era, infatti, un film che aveva una produzione da film indipendente con una struttura da grande produzione. È stato un sacrificio enorme che però ha dato più dei risultati sperati. Io e Davide ci siamo piaciuti subito e mi sono fidato ciecamente di lui. È stata una pellicola che mi ha messo in grande difficoltà perché io non potevo aiutarmi con la mia cosiddetta "non tecnica" e quindi ho dovuto affidarmi completamente a Ferrario."
È stata una dimostrazione che per fare bei film non sempre servono i soldi, ma - di certo - sono necessarie sempre le idee...
"Oggi nel cinema italiano non c’è più paura ad avere le idee. I soldi sono sempre importanti, ma quando ci sono le idee tutto cambia."
Se dovesse ipotizzare un futuro per la sua carriera, a quale genere di film le piacerebbe lavorare principalmente ?
"Non saprei, Viola bacia tutti di Giovanni Veronesi potrebbe sembrare un po’ commerciale, mentre è in realtà una pellicola di qualità. Io faccio le cose che mi sento di fare. Certo ce ne sono alcune che mi piacciono di più, come i film d’autore e impegnati come Tutti giù per terra, ma non posso al momento escludere nulla. Posso dire che ci sono film che non farò mai, come quelli commerciali di bassa lega; in questo senso servono delle certezze..."
Lei nei suoi film è sempre molto filosofo...
"Sono più stanco che filosofo... no, scherzi a parte, al cinema sono sempre più attento di quanto posso sembrare nella vita reale e - soprattutto - le cose che dico sono state scritte per me da qualcun altro. Molte le condivido, altre - poche - no... ma questo è il mestiere dell’attore."
Venendo al suo ultimo film Viola bacia tutti, cosa ci dice di questa interpretazione on the road ?
"In Viola bacia tutti la mia sfida personale è stata quella di interpretare un personaggio che non avesse alcun background, una specie di fumetto di cui non c’è nulla da dire. Nei fumetti, infatti, se non è una saga come Martyn Mistere o Nathan Never, non si dice mai nulla del protagonista e così è stato per me. Mi è sembrato di immergermi in un’atmosfera irreale che era la migliore per poterci esprimere al meglio di noi. È stato come recitare in una favola moderna ricca di poesia e di sentimenti veri. Non ho vissuto quel periodo come un lavoro, ma come un’occasione per poter viaggiare in dei posti dove altrimenti non sarei mai andato con un gruppo di persone che sono diventate anche miei amici. Ho il ricordo di un’estate indimenticabile e il rimpianto che sullo schermo sia venuto solo il venti per cento di quello che in realtà sarebbe potuto venire fuori per l’affiatamento con gli altri ragazzi. È stato un film molto romantico, nello stile del romanticismo inteso come movimento letterario e non come soap opera smielata."
Che tipo di rapporto ha avuto con il regista Giovanni Veronesi ?
"Ero rimasto molto colpito da un suo film che si chiamava Per amore, solo per amore e avevo intuito che si trattava di un autore romantico nel senso più profondo del termine. Per fortuna quando l'ho conosciuto ci siamo intesi subito su tutto ed ho avuto subito una grande fiducia in lui, sentendo di essere in buone mani: Giovanni mi ha chiesto di poter scrivere il mio ruolo pensando ad un personaggio modellato sulle mie caratteristiche, ed ho firmato subito il contratto prima di leggere la sceneggiatura perché non avevo dubbi che si trattava di un regista in grado di raccontare sentimenti e sensazioni inconsuete in un'epoca come la nostra."
Di Califano, che nel film fa suo padre, cosa pensa ?
"Clamoroso! Grandissimo ! Franco è una persona incredibile, interessante e molto più che simpatica."
Ma lei si sente "l’erede della comicità romana" ?
"Sono stufo di sentire parlare di comicità romana, toscana, napoletana e così via... La comicità è una e tante, di diversi tipi forse, ma sempre nazionale e italiana con diverse sfaccettature. Io incarno un po’ quella romana, ma mi piacerebbe in futuro potermene distaccare per non rimanere relegato a un ruolo. Non dico che vorrei fare un film muto, ma mi piacerebbe potermi slegare dall’essere come la gente mi ha sempre visto nei miei film."
Qual è il suo prossimo lavoro ?
" Un film quasi autoprodotto, girato in quattro settimane e diretto da Angelo Orlando che si chiama Barbara. L’abbiamo girato all’interno di una stanza di un appartamento ed è un film divertente, ma anche claustrofobico. È stato un grosso impegno che, forse, avrei fatto meglio a non prendere visto che quest’anno ho davvero lavorato un po’ troppo."

ARTICOLI 1997