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| TITOLO: |
Il siero della vanità |
| ANNO: |
2004 |
| DURATA: |
92 minuti |
| ORIGINE: |
Italia |
| COLORE: |
C |
| GENERE: |
Thriller |
| DISTRIBUZIONE: |
01 Distribution |
| PRODUZIONE: |
Rai Cinema e Rodeo Drive |
| DATA DI USCITA AL CINEMA: |
16 aprile 2004 |
| DISPONIBILITA': |
in DVD da settembre 2004 |
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| REGIA: |
Alex Infascelli |
| SOGGETTO: |
Niccolò Ammaniti |
| SCENEGGIATURA: |
Niccolò Ammaniti e Antonio Manzini |
| FOTOGRAFIA: |
Stefano Ricciotti |
| MUSICHE: |
Morgan |
| SCENOGRAFIA: |
Cosimo Gomez |
| MONTAGGIO: |
Esmeralda Calabria |
| COSTUMI: |
Elisabetta Montaldo |
| INTERPRETI: |
Valerio Mastandrea.....Franco Berardi
Margherita Buy.....Lucia Allasco
Francesca Neri.....Sonia Norton
Barbora Bobulova.....Azzurra Rispoli
Maddalena Maggi.....Ester Bonanni
Marco Giallini.....Michele Benda |
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| TRAMA: |
Alcuni famosi personaggi del mondo dello spttacolo scompaiono improvvisamente nel nulla. L'ex ispettore di polizia Lucia Allasco viene richiamata in servizio e, assieme al suo collega Franco Berardi, indaga sull'accaduto. Ben presto si accorgeranno che esiste un collegamento tra le sparizioni ed il famoso show televisivo di Sonia Norton. |
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| CURIOSITA': |
Frutto di un anno e mezzo di lavoro, "Il siero della Vanità" è prodotto da Rodeo Drive e Rai Cinema, effetti visivi di Proxima, girato a Roma in due mesi e mezzo, in location inquietanti come i sotterranei dell’Eur. Opera seconda di Alex Infascelli il film è uscito nelle sale il 16 aprile 2004, distribuito da 01 in 120 copie.
"Non ci sono pretese sociologiche né intenti polemici" ha dichiarato il regista "Ho fatto una scelta registica precisa: non fare un film sulla tv, ma un film nella tv, che cioè non si chiama fuori dall'universo televisivo dichiarando la propria superiorità. Anzi, anche il linguaggio del film deve qualcosa alla tv. Così come deve qualcosa a Quinto potere. Racconta gli effetti della tv su chi la fa. Le singolari metamorfosi fisiche che provoca. Dall’universo televisivo emergono infatti corpi impazziti più che personalità". "Tutti i personaggi appaiono in chiave assolutamente inedita. Ho lavorato su un cinema fatto di travestimenti, di inquadrature che racchiudono corpi interi e pochi primi piani. Agli attori ho dato poche indicazioni prima della lavorazione, ma sul set suggerivo loro di prender spunto da modelli televisivi reali. Ogni personaggio è un 'Frankeinstein' costruito con pezzi presi qua e là".
La colonna sonora è stata realizzata da Marco Castoldi, alias Morgan. I ricavi, coperti i costi, sono stati devoluti in beneficenza. Nel film le musiche sono spesso in primo piano, rispetto alle scene.
L'inquadratura della pupilla della protagonista, in una delle scene iniziali, è una citazione di "L'uomo dal braccio d'oro" di Otto Preminger.
"Nessuna polemica nei confronti del mezzo televisivo" precisa Infascelli "Il film non vuole porsi al di sopra della tv ma al suo stesso livello." Una satira, dunque, su questo mondo e sulla smania dell'apparire a tutti i costi che può facilmente portare alla distruzione chi non è abbastanza corazzato. Un film nella, e non sulla, tv, anche perché per la promozione il cast sarà necessariamente ospite dei più noti salotti televisivi".
Prima di arrivare sul set, de "Il siero della vanità" sono state realizzate quattro stesure della sceneggiatura. "Niccolò (Ammaniti) ha scritto il soggetto, la sceneggiatura è stata affidata ad Antonio Manzini. Io intervenivo a distanza" ha detto il regista Alex Infascelli.
Il personaggio di Valerio Mastandrea, il poliziotto Franco Berardi, si chiama come il filosofo noto con il soprannome di Bifo, ex redattore di Radio Alice e voce del 77 bolognese.
Nel film c'è il cameo di una ex brigatista, che interpreta uno degli ospiti del talk show di Sonia Norton.
Ne "Il siero della vanità" c'è anche un cameo di Rolando Ravello, che interpreta il killer all'inizio del film (quello del killer è un ruolo che Ravello aveva già interpretato nel primo film di Infascelli, "Almost Blue"). |
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CINEMA
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